Assertività: quello che gli altri non ti dicono

Questo è il primo di una serie di articoli dedicati alla assertività e alla comunicazione assertiva. Qui cominciamo a mettere a fuoco la parola chiave che altri non ti dicono e il primo passo per sviluppare l’assertività.

Gli unici che apprezzano uno zerbino sono quelli con le scarpe sporche. L. Buscaglia Condividi il Tweet

assertivitàMi ricordo ancora il giorno in cui parlando con un collega gli dissi qualcosa del tipo:

vorrei capire come mai mi capita spesso che se dico di si a qualcuno mi sento un “co …. comero” e se dico di no mi sento uno str##zo.

Struzzo?

No quell’altro ;-).

Era il 1995 e lavoravo ancora in banca in quel periodo.

Ho scoperto la risposta due anni dopo a Londra dove mi ero nel frattempo trasferito.

E’ stato lì infatti che durante il corso neoassunti ho scoperto cosa fosse l’assertività.

Che c’entra l’assertività nel corso neo assunti?

Centra che come vedremo l’assertività e la comunicazione assertiva giocano un ruolo molto importante per la crescita il benessere e la prosperità dell’azienda e delle sue persone.

Per questo motivo visto il mio lavoro da allora non ho più smesso di studiarla, metterla in pratica e accompagnare altri a svilupparla.

Come non hai mai smesso di studiarla?

Madonna mi spavento ma che è ingegggnieria nucleare?

Beh sai com’è ci sono diversi livelli di profondità con cui puoi affrontare le cose.

Vista l’importanza dell’argomento per la crescita il benessere e la prosperità delle persone mi sono dotato via via di strumenti sempre più precisi ed affidabili per accompagnare me stesso e gli altri.

Non ti nascondo che uno dei motivi per frequentare il master in counselling e quello in ipnosi era proprio di scandagliare al meglio cosa ci aiuta e cosa ci ostacola ad usare l’assertività al lavoro e nella vita quotidiana.

Poi come sai ho deciso di portare la mia passione anche on line.

Ho dato un’occhiata a come viene raccontata l’assertività online.

Mi ha colpito che si passa da un estremo all’altro.

In che senso?

Nel senso che ad un estremo c’è qualche articolo, non tanti a dire la verità, che fornisce informazioni accurate e complete.

Si vede che è scritto da chi si occupa di questi temi con un solido background tecnico.

Però …

Eh si c’è un però.

Hanno fatto lo stesso errore che ho commesso io quando ho scritto il mio libro sui meccanismi di difesa e l’apprendimento.

Sono caduti un pò troppo nel tecnico.

Da un lato – da tecnico dell’argomento – li capisco.

Dall’altro se chi legge non ha una formazione specialistica avrà sicuramente difficoltà a digerire i concetti.

All’altro estremo c’è la maggioranza degli articoli.

E lascia che te lo dica … se fosse cibo si potrebbe definire “junk food”.

Oooo che vvo fa l’americano?

Scusa  … cibo spazzatura.

Eeeee  adesso esagerato perché non li hai scritti te fanno schifo.

Sei un po’ presuntuosetto mi sa. C’è pure della gente che li legge ..

Certo anche il “junk food” mica sono pochi queli che lo mangiano.

E però sempre più ci sono gli appassionati della buona tavola che propongono cibo sano nutriente genuino.

Ecco io voglio fare questa proposta: articoli con informazioni accurate, complete proposte in modo serio e professionale ma non serioso.

Articoli dove evitiamo la “tiritera” e dove ti dico quello che gli altri non ti dicono e che non ti possono dire perché non sono addetti ai lavori ma addetti a scrivere articoli per i loro Blog o quello di altri.

In che senso la “tiritera”?

Allora si parte con la radice etimologia assertività da “asserere” e fin qui ok un pò di etimologia non fa mail male.

Poi si passa a citare wikipedia.

Ok e cosa c’è di male? Cosa ti ha fatto Wikipedia?

In generale nulla.

Solo che nella definizione che fornisce manca il concetto portante e la parola chiave che ti aiuta enormemente a:

  • capire
  • e sviluppare

l’assertività e la comunicazione assertiva.

Ok va bene e poi cos’altro non va il mio caro pignoletti?

Non va che parlano tutti di una triade aggressivo assertivo passivo quando invece ci sono quattro atteggiamenti di fondo e non tre.

Insomma manca un pezzo importante che un addetto ai lavori non tralascerebbe di sicuro.

Non va che alcuni dentro l’assertività ci mettono di tutto di più dal definire obiettivi alla leadership al predere decisioni .. ci manca solo fare il cappuccino e siamo al completo.

Così si fa una gran confusione.

Non va che in certi casi quando arrivi a come fare per diventare assertivi ti dicono delle cose assurde tipo …:

  • “esprimi di più il tuo punto di vista”
  • oppure altre robe senza un nesso causa effetto con l’assertività.

Ok e qual è il problema?

Mettiamola così.

Metti che te vuoi sapere come essere più convincente.

Dopo aver letto 2.000 parole di una articolo in fondo ti dicono:

  • passo 3: “devi diventare più persuasivo” (e grazie al caspo!)
  • passo 5: “mangia più cioccolato”

te cosa dici?

Dico che in un caso sono capace anche io a dare consigli del menga come quelli e nell’altro non vedo il nesso.

Ecco questo è il problema.

E quindi ?

E quindi in questo e altri articoli che sto preparando sulla assertività e la comunicazione assertiva cercherò di usare due cappelli.

Con il cappello da “tecnico” cercherò di fornire informazioni:

  • complete
  • accurate
  • e affidabili

evitando le banalità tautologiche.

Tautodecheè?

Si tipo per correre più veloce … devi correre più in fretta 😉 …

Con il cappello da formatore cerchò di fare come faccio in aula cioè di rendere il tutto il più semplice e chiaro possibile.

Poi dove non ci riesco ti prego: usa i commenti e rispondo con grande piacere.

Come ti suona?

Beh sei unn po’  pignolettus ma non male dai!

Cosa significa assertività: la parola chiave che gli altri non ti dicono

Ok allora iniziamo da una definizione di assertività.

Se lo chiediamo a nostro cugino (Google 😉 ) la definizione offerta è:

“Capacità di farsi valere con la persuasione, orientando le scelte e ottenendo il consenso altrui”.

Se lo chiedi a Wikipedia ti dice che

“L’assertività (…) consiste nella capacità di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie emozioni e opinioni senza tuttavia offendere né aggredire l’interlocutore. Secondo (…) Alberti ed Emmons, si definisce come «un comportamento che permette a una persona di agire nel suo pieno interesse, di difendere il suo punto di vista senza ansia esagerata, di esprimere con sincerità e disinvoltura i propri sentimenti e di difendere i suoi diritti senza ignorare quelli altrui».

Definizioni interessanti ma manca qualcosa.

Manca la parola chiave.

Ammetto di essere influenzato dal mio “credo” professionale di counsellor olistico e in particolare dall’approccio che mi ha dato più risultati.

L’approccio gestaltico.

In base a questo approccio la parola chiave è bisogni.

Il cuore della assertività è affermare i propri bisogni nel rispetto di quelli degli altri. Condividi il Tweet

Quindi l’assertività è quella cosa che ha il proprio “cuore” nel portare avanti i propri bisogni nel rispetto di quelli degli altri.

Quando c’è assertività si crea qualità nelle relazioni sotto forma di rispetto valorizzazione apprezzamento e fiducia

La mancanza di assertività per contro porta a stress, conflitto, svalutazione, sfiducia, malessere personale fisico emotivo e relazionale.

Per un motivo molto semplice:

trascurare e lasciar “calpestare” i nostri bisogni ci fa stare male.

Per cui ora che abbiamo il cuore possiamo completare la definizione di assertività come:

insieme di capacità che consentono di portare avanti i propri bisogni afferemando i propri punti di vista, idee e soluzioni nel rispetto dei bisogni idee e punti di vista altrui.

Le capacità necessarie e il primo passo per sviluppare l’assertività

Ora che abbiamo una definizione più accurata con il “cuore” della assertività è più semplice mettere a fuoco:

  • le capacità necessarie
  • il primo passo

per sviluppare l’assertività.

Le capacità necessarie per sviluppare l’assertività

E quali sono le capacità che … messe insieme danno questa assertività?

Se parti  dalla definizione che abbiamo messo a fuoco e ti ricordi del “cuore” cioè i bisogni, le principali capacità che entrano in gioco sono:

  1. Saper riconoscere i tuoi bisogni
  2. Saper trovare soluzioni idonee a soddisfare i tuoi bisogni e quelli delle altre parti in gioco
  3. Saper scegliere tra le diverse alternative in ballo quali meglio conciliano i bisogni e le priorità della parti in gioco
  4. Saper esprimere richieste legate ai tuoi bisogni nel rispetto dei bisogni dell’altro
  5. Saper esprimere la tua frustazione e disagio emotivo quando i tuoi bisogni sono stati disattesi
  6. Sapere dire di no alle richieste (pretese) che vanno contro i tuoi bisogni
  7. Saper fronteggiare invasioni di campo, provocazioni e “gabbie” logiche finalizzate a farti fare ciò che non vorresti fare
  8. Saper esprimere disapprovazione nel caso di comportamento che va contro quanto stabilito o atteso
  9. Saper esprimere complimenti gratitudine apprezzamenti
  10. Persuadere altri a seguire le proprie idee e soluzioni con beneficio per tutte le parti coinvolte
  11. Saper affrontare il conflitto tra i bisogni delle parti in gioco per evitare che diventi “conflitto” tra le persone
  12. Saper interagire con altre persone tenendo conto degli speciali bisogni che conducono ai diversi tipi di personalità
  13. Saper ascoltare in modo attivo
  14. Saper comunicare in modo efficace
  15. Saper affrontare il disagio emotivo e lo stress altrui con la c.d. empatia e intelligenza emotiva

Per dindirindina ma quante capacità ci vogliono per essere assertivi!?!?!?

Beh in effetti, non sono poche.

Ma se ci pensi ognuna ti serve se vuoi realizzare il fine ultimo di soddisfare i tuoi bisogni nel rispetto dei bisogni altrui.

Il primo passo per sviluppare l’assertività

Un viaggio di mille miglia inizia con un singolo passo. Cit. Condividi il Tweet

Se vuoi intraprendere il percorso per sviluppare l’assertività è utile partire partire col piede giusto e fare il primo passo.

Il primo passo è conoscere i tuoi bisogni.

E’ elementare e quasi banale ma è un passo spesso trascurato.

Ne abbiamo parlato nella introduzione di queso post.

Talmente trascurato che la maggior parte di articoli online sulla assertività non ne parla.

Ma come fai a far “valere te stesso” ad “affermare” te stesso o le tue emozioni se non ti è chiaro il bisogno in gioco?

Per iniziare a lavorare su questo aspetto puoi leggere questo articolo che approfondisce il mondo dei bisogni. 

E se ho poco tempo per sviluppare la mia assertività?

In effetti lavorare sulle capacità assertive richiede tempo, motivazione e pazienza.

Se in questo momento non hai tempo per questo aspetto importante della tua vita ti consiglio di iscriverti al Blog e usare la guida gratuita per liberare tempo.

Saluti

Bene per ora ti saluto.

Per ogni dubbio domanda o perplessità puoi usare i commenti e sarà mio piacere risponderti.

Se l’articolo ti è piaciuto e vuoi condividerlo con i tuoi amici puoi usare i pulsantini colorati di condivisione che trovi qua sotto.

Sarà un premio molto gradito e un modo eccezionale di soddisfare in meno di 10 secondi un mio bisogno ;-).

In ogni caso alla prossima e in bocca al lupo per la tua crescita, benessere e prosperità.

Mirco