Autosabotaggio: cosa è, che danni reca e come sconfiggerlo

Autosabotaggio: una “piaga” che frena la tua crescita, il tuo benessere e la tua prosperità economica, emotiva e relazionale. Qui scopri cos’è e come sconfiggerlo

Se sarai meno di quello che potresti essere, ti avviso: sarai infelice per il resto della tua vita - A. Maslow Condividi il Tweet

autosabotaggioE’ capitato anche a te ogni tanto di darti la zappa nei piedi? Di desiderare certi risultati nella tua vita e trovare ad inciampare in ostacoli che alla fine dei conti dipendenvano da te?

Se si benevenuto nel club degli autosabotatori, e .. vediamo i punti che tratterò in questa pillola formativa:

  • la definizione di autosabotaggio,
  • come si manifesta
  • le cause principali
  • il circolo vizioso dell’autosabotaggio inconscio
  • il “burattinaio” che si cela dietro le diverse cause
  • i danni dell’autosabotaggio inconscio per il tuo lavoro e la tua vita in generale
  • come dire “ciao bello” all’autosabotaggio

Autosabotaggio: partiamo dalla definizione

Il prezzo della disciplina è nulla rispetto al prezzo del rimpianto - Cit. Condividi il Tweet

L’autosabotaggio può essere definito come un meccanismo non consapevole della mente che ti porta a creare ostacoli nel cammino verso i tuoi obiettivi.

Ah beh allora come dicevi prima è darsi la zappa nei piedi?

Si nella sostanza è così. Solo che se ti dai la zappa nei piedi te ne accorgi subito del male che ti fai.

Con l’autosabotsaggio – che è un meccanismo veramente subdolo e micidiale – nel breve termine hai dei vantaggi, hai un premio e il danno lo vedi nel lungo termine.

In sostanza:

  • con la zappa nei piedi il tuo io presente si da la zappa nei piedi e li tuo io presente sente il dolore subito dopo.
  • con l’autosabotaggio invece il tuo io presente ha spesso un premio e dei vantaggi, mentre è il tuo io futuro che si cucca il dolore, i costi e gli svantaggi con gli interessi nel futuro.

La cosa che mi affascina è che l’autosabotaggio è l’altra faccia della medaglia del potere della nostra mente.

La nostra mente infatti è l’unica tra le specie viventi che (grazie alla neocorteccia) può definire:

  • i risultati che desidera realizare nel futuro
  • un piano meticoloso per realizzare questi risultati.

Osta allora perché si mette i bastoni tra le ruote da sola?

Ehh quello è il lato b, il lato oscuro della mente. Il pechè Lo vediamo tra pocchissimo, prima vediamo come ci ostacola.

Autosabotaggio: come si manifesta

Ci sono due cose che non tornano indietro: una freccia scagliata e una occasione perduta Condividi il Tweet

autosabotaggio inconscioCi sono diversi modi con i quali il “burattinaio” che vedremo più avanti mette ostacoli tra il nostro io presente e i traguardi futuri che una parte di noi desidera.

Siccome sviluppare consapevolezza del problema è il primo passo per risolverlo, ora facciamo una carrellata delle forme principali di autosabotaggio e poi andiamo a vederle in modo sintetico una ad una.

Ecco qua, le forme più diffuse di autosabotaggio:

  • Negare gli errori o trovare alibi, scuse, insomma dare la colpa a qualcun altro.
  • Procrastinazione
  • Obiettivi troppo grossi
  • Non presentarsi agli appuntamenti (dare buca a se stessi o agli altri)
  • Perfezionismo
  • Esagerazioni nell’utilizzo dei 5 sensi
  • Non finire quello che abbiamo iniziato

Negare errori e trovare scuse

Chi non fa non sbaglia si dice. Per questo è normale fare errori. Ma una parte di noi non vuole ammettere di fare errori e cosa fa?

E chi è sta parte?

Lo vediamo dopo adesso segui me.

Allora questo personaggio interiore non vuole fare errori e chiama suo cugino che fa l’avvocato e lo difende dando abilmente la colpa ad altri, trovando abilmente scuse.

Vabbè purino alla fine poi cosa c’è di male?

C’è di male che fino a quando non prendi la responsabilità dei tuoi errori tenderai a ripeterli.

Per approfondire questo punto leggi questo post da 1 minuto.

Questa è semplice. Rinvii a domani quello che potresti fare oggi.

Il problema è che non rinvii le cagatine. Rinvii le cose importanti della tua vita, quelle che possono aer la differenza. Quelle che ti fanno crescere. Quelle che ti fanno sentire in sintonia con la tua anima. Quelle che ti conducono alla prosperità, alla ricchezza (economica, emotiva, relazionale).

Obiettivi troppo grossi

Questa è una forma subdola di autosabotaggio inconscio. Guarda come è elegante (e distruttivo) il processo:

  • capiamo che se facciamo quello che abbiamo sempre fatto otterremo quello che abbiamo ottenuto.
  • allora decidiamo di cambiare.
  • una parte di noi non vuole cambiare: si fa fatica, ha paura etc.
  • prova a convincerti a fare domani.
  • se non ci riesce fa scattare il piano B.

Piano B?

Entusiasmo e obiettivo stratosferico (e non realistico), esempio:

  • fare 7 kilometri di corsa al giorno ogni 3 giorni dopo anni con il culo di pietra sul divano;
  • oppure imparare l’inglese in tre settimane dopo che sono anni che non lo studi e l’ultima volta a scuola hai imparato robe del tipo “the cat is under the table”;
  • oppure vuoi la libertà finanziaria in 3 anni senza avere competenze fortissime in alcun campo ma siccome uno su una sponsorizzata su Feisbuck ti dice che puoi anche tu avere la libertà finanziaria in poco tempo e senza fatica allora ti ci butti a capofitto.

Risultato? Non raggiugi l’obiettivo. Ti abbacchi. All’autostima togliamo due o tre tacche. E così la prossima volta ci pensi due o tre volte prima di voler portare cambiamenti positivi nella tua vita.

Non presentarsi agli appuntamenti

80% of success in life is showing up - W. Allen Condividi il Tweet

Ci autosabotiamo ogni volta che prendiamo un impegno e diamo buca: a noi stessi e agli altri.

Per realizzare obiettivi nella vita abbiamo bisogno degli altri. Se gli diamo buca la loro stima nei nostri confronti cala e con essa li supporto che ci possono dare. La tua parola se dici che farai e non fai si svaluta.

Stesso con gli impegni con te stesso: se dici che fai, che andrai in palestra o a correre e poi non ti presenti all’appuntamento con te stesso la tua stima nei tuoi confronti ne risente.

E depositi un bel rinforzo allo schema mentale: è ok dire che farò e poi non farlo.

E così la volta dopo lo schema è ancora più forte e il circolo vizioso è bello spianato.

Perfezionismo

Voler fare le cose perfette è una forma di autosabotaggio perché si condiziona il raggiungimento del risultato finale a standard di qualità che sono distaccati dalla realtà. Non sono ncessari, non sono richiesti eppure ci prodighiamo per soddisfarli.

Le conseguenze negative del perfezionismo sono tante.

Vediamone alcune:

  • ci sottoponiamo a stress legato ad aspettative irrealistiche nei nostri confornti,
  • disperdiamo energie e tempo e altre risorse preziose
  • dilatiamo inutilmente i tempi per realizzare i nostri risultati
  • siamo meno produttivi (realizziamo meno risultati di quelli che il nostro potenziale ci consentirebbe di fare)
  • si intacca la percezione del nostro valore (autostima) visto che è difficile realizzare standard perfezionistici.

Esagerazione nell’utilizzo dei 5 sensi

Questa è una forma di autosabotaggio che si manifesta con eccessi nell’utilizzo di vista, udito, gusto, etc. per anestetizzare un disagio interiore.

Ecco qualche esempio di eccesso:

  • consumo di cibo
  • consumo di bevande
  • consumo di forme di intrattenimento (televisione, netflix, social)
  • utilizzo del telefono per parlare con amici
  • utilizzo di video giochi
  • allenamento fisico (c.d. overtraining)
  • acquisti (scarpe, vestiario, musica, etc.)

Ogni volta che cadiamo in una forma di eccesso senza saperlo ci stiamo autosabotando rispetto ad un obiettivo. Infatti con questi eccessi si bruciano risorse preziose (tempo energia e attenzione) che potrebbero essere dedicate all’avvicinarti al tuo traguardo.

Il problema è che questo tipo di autosabotaggio da un piacere immediato che funge da premio al comportamento e a sua volta il premio porta a creare abitudini improduttive.

Insomma oltre a rallentare la tua crescita ipatti negativamente sul tuo benessere e prosperità a medio lungo termine.

Non terminare quello che hai iniziato

Sai che ti stai autosabotando quando “ci dai su”.

Inizi i passi verso un obiettivo, alle prime difficoltà o quando vedi che i risultati non arrivano abbastanza in fretta molli.

E depositi un bel rinforzo allo schema mentale: è ok iniziare qualcosa e non portarla a termine.

E così la volta dopo lo schema è ancora più forte e il circolo vizioso è bello spianato.

Aspetta aspetta ciò una idea per risolvere il problema alla radice così la finiamo qua e siccome dicono che te fai i post lunghi anche se molto interessanti possiamo finirla qua 😉.

 E quale sarebbe l’idea dimmi.

Se tutto parte dal darsi obiettivi io smetto di darmi obiettivi così sono a posto.

Perfetto quello è la mamma di tutti gli autosabotaggi: non darsi obiettivi.

Mmm allora lo aggiungo alla lista degli autosabotaggi?

Eh si: al primo posto. Non darsi obiettivi è una forma di autosabotaggio molto importante per cui va portata alla luce e tenuta bene a mente come segnale.

Anzi vediamo subito.

Ti faccio una domanda: quali sono i tuoi obiettivi nella vita?

Mmm dunque fammici pensare dunque i miei obiettivi allora … beh dai insomma si ecco … ne ho tanti è che adesso non mi vengono in mente

Ecco come sviluppare consapevolezza:

ti fai la domanda che obiettivi hai

se non viene fuori una risposta concreta e specifica allora mi spiace ma ti stai autosabotando.

Uffi ma com’è che ci autosabotiamo così tanto?

Lo vediamo subito.

Autosabotaggio: le cause principali

Soltanto una cosa rende impossibile un sogno: la paura di fallire - Cit. Condividi il Tweet

Per arrivare alla vera causa dell’autosabotaggio inconscio dobbiamo vedere alcune “reazioni a catena”.

Darsi degli obiettivi per migliorare la nostra prestazione e in generale la nostra vita porta a conseguenze positive se gli obiettivi sono realizzati, ma allo stesso tempo

  • rompe uno stato di “equilibrio” in cui siamo
  • rompere l’equilibrio in cui siamo comporta degli “effetti collaterali”
  • questi effetti collaterali “risvegliano” un personaggio del nostro mondo interiore un po’ particolare.

Vediamo meglio e partiamo dal “disequilibrio” creato da un nuovo obiettivo signficativo e dalle conseguenze generate dal disequilibrio.

Darti un nuovo obiettivo significativo di norma richiede di effettuare dei cambiamenti che interrompono lo stato di equilibrio.

Ma cambiamenti di cosa?

I tuoi obiettivi possono richiedere cambiamenti a diversi livelli:

  • di ambiente
  • di abitudini
  • di competenze
  • di schemi mentali (credenze più o meno conscie che hai e che influenzano come percepisci la realtà e le emozioni che provi)
  • di identità (le credenze più o meno conscie che hai su te stesso e che influenzano come percepisci te stesso, il tuo valore le tue capacità, etc.)

Adesso prendo un obiettivo e conseguente “disequilibrio” bello cicciotto così è più facile capire, ma la stessa cosa vale per obiettivi e cambiamenti più piccolini.

Quando ho deciso di lasciare la mia carriera manageriale in banca ed emigrare a Londra per imparare la lingua e le skills fondamentali per il lavoro che mi appassiona e che faccio ora ho dovuto cambiare:

  • ambiente (da Italia a Londra, da cultura italiana a cultura anglossassone)
  • abitudini (la più banale cambiare dove guardavo prima di attraversare la strada sennò ti schacciano 😉)
  • competenze (lingua inglese, competenze tecniche della selezione formazione e svilluppo risorse umane e competenze trasversali)
  • schemi mentali (più sto in ufficio e più sono bravo che piaceva tanto in Italia al mio capo Gary non garbava tanto … più stai in uffiio e meno sei organizzato diceva spesso)
  • identità (sono un manager di una banca sono un facilitatore del cambiamento)

Allora perché ti dicevo che i cambiamenti possono portare ad un disequilibrio più o meno grosso?

Perché i cambiamenti hanno conseguenze positive ma effetti “collaterali” come ad esempio:

  • uscire dalla propria zona di confort
  • disagio e fatica
  • emozioni che virano intorno alla paura (lasciare un terreno noto per uno ignoto a livello atavico spaventa).

E da cosa dipende se il disequilibrio è più o meno grosso?

Dipende da quanto è “grosso” un personaggio del nostro mondo interiore che è il vero e proprio “burattinaio” che si cela dietro le diverse forme di autosabotaggio.

Un burattinaio che viene “risvegliato” dai cambiamenti e dai loro effetti collaterali: disagio, fatica, paura etc.

Osta è chi è sto burattinaio?

Lo vediamo subito.

Autosabotaggio: il burattinaio che si cela dietro le diverse forme di autosabotaggio

Dove c'è esagerazione c'è Ego Infantile - Mirco Bosi Condividi il Tweet

Il burattinaio è un personaggio del nostro mondo interiore che io chiamo Ego Infantile (per evitare concetti e terminologie un pò troppo tecniche relative alla psiche umana).

I cambiamenti che hanno le caratteristriche che abbiamo visto sopra “svegliano” l’Ego Infantile che si ribella perché – come abbiamo visto in questo articolo – questo personaggio:

  • non è incline a fare fatica
  • ricerca del piacere immediato (che è l’altra faccia della medaglia di resistenza alla fatica)
  • vuole tutto subito
  • ha paura (di fallire di sbagliare di faer brutta figura)
  • resiste al disagio legato alla paura e alle altre emozioni scatenate dal cambiamento.

Siccome è mosso da un principio esitenziale molto semplice:

  • la ricerca del paicere immediato
  • l’evitamento del disagio e della fatica

lui si oppone con tutte le sue forze ai tuoi obiettivi e ti mette a te i bastoni tra le ruote nelle diverse forme che abbiamo visto.

Quindi se:

Neghi gli errori o trovi scuse? E’ l’avvocato difensore ingaggiato dall’Ego Infantile che così se non ammete le responsablità non deve cambiare (immagine di se, schemi mentali, abitudini, comportamento) e se non cambia non fa fatica e non gli viene paura.

Nessuno obiettivo? Ego Infantile che ha risolto i suoi problemi e non viene più disturbato una volta per tutte.

Obiettivi troppo grossi? Ego Infantile che ti vuole fregare così impari a disturbarlo la prossima volta.

Perfezionismo? Ego Infantile che vuole evitare la “ferita” di sbagliare e per evitare quella ferita si da standard elevatissimi

Esagerazioni con i 5 sensi? Ego Infantile che vuole anestetizzarsi dal sentire la parua e le altre emozioni scatenate dai tuoi obiettivi.

Inziare qualcosa e non terminare

Ehh stoping mi è chiaro …  l’Ego Infantile che si è fatto prendere dall’entusiasmo ma siccome i risultati non arrivano in poco tempo e senza fatica ci da su?

Bingo.

Infatti quando vedi il messaggio che nella forma o nella sostanza è del tipo “in poco tempo e senza fatica” ci sono dei Marketers furbetti che un po’ come li gatto e la volpe ti adescano usando li tuo Ego Infantile che è molto sensibile ad avere tutto e subit e non fare fatica.

Autosabotaggio: vantaggi per il tuo io presente e costi e circolo vizioso per il tuo io futuro

Il più grande spreco al mondo è la diffrenza ttra ciò che sei e ciò che potresti essere - Cit. Condividi il Tweet

Facciamo un riassunto.

Quando ci sono:

  • disagio
  • fatica
  • emozioni sgradevoli

collegate ai cambiamenti necessari per realizzare i tuoi obiettivi l’Ego Infantile mette i bastoni tra le ruote.

I bastoni tra le ruote vengono diverse forme ma hanno un effetto immediato: pongono fine alla “sofferenza” (disagio fatica emozioni negative) e in certi casi danno anche un piacere immediato.

Il tuo io presente ha quindi dei vantaggi.

Questo innesca un circolo vizioso:

  • rinforzi schemi mentali improduttivi (è ok dire una cosa e poi non farla – è ok iniziare una cosa e non portarla a termine)
  • rinforzi abitudini improduttive
  • abbassi la tua autostima
  • rinforzi una identità depotenziata (non sono portato, non sono capace, non sono adeguato)

e questo ti rema contro nel perseguire i tuoi obiettivi successivi il che a sua volta rinforza schemi mentali abitudini etc. controproducenti e così via.

E questo cosa comporta per il tuo io futuro?

  • Più stress
  • Più apatia
  • Più frutrazione
  • Più abbacchiamento
  • Più tempo sprecato
  • Più energie sprecate
  • Più soldi sprecati
  • Meno opportunità di imparare nuove cose e sviluppare il muscolo delle competenze che potrebbero aiutarti a fare la differenza al lavoro e nella vita
  • Meno risultati realizzati
  • Meno autostima
  • Meno soddisfazione
  • Meno realizzazione
  • Meno serenità
  • Meno

No basta girare il coltello nella piaga mi è chiaro … ho capito se non faccio nulla per dare un fermino all’autosabotaggio e il burattinaio blocco la mia crescita pregiudico il mio benessere e metto una seria spada di damocle sulla mia futura prosperità (economica, relazionale ed emotiva).

Dimmi piuttosto come mettere uno stopping a sto burattinaio e alla piaga dell’autosabotagggio che a forza di stare con il culo piantato sul divano e dire lo faccio domani mi stanno venendo le piaghe da decubito a me e alla mia anima.

Autosabotaggio: le soluzioni

In generale per affrontare un problema è necessario avere una chiara consapevolezza:

  • della natura del problema
  • delle sue cause
  • dei costi e conseguenze negative se non lo risolvi.

Allora su questi tre punti ci abbiamo lavorato.

Quindi il primo passo già l’hai fatto leggendo fino qua e dattene atto, complimenti significa che ci tieni alla tua crescita benessere e prosperità.

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Bene è ora di salutarti.

Se hai dubbi domande o considerazioni scrivile nei commenti.

Sarà mio grosso piacere leggerti e risponderti.

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Io te ne sarò molto grato … forse anche i tuoi amici ;-).

Alla prossima. Mirco.

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