Come capire che lavoro fare

Se vuoi trovare il lavoro dei tuoi sogni, ma non sai da dove partire, leggi questo articolo per scoprire come capire che lavoro fare.

“Scegli il lavoro che ami e non lavorerai neppure un giorno della tua vita” Confucio Condividi il Tweet

Come capire che lavoro fare

Ciao in questo articolo rispondo ad una domanda che mi viene posta spesso.

La domanda dice: “Come capire che lavoro fare?”

Per rispondere a questa domanda seguirò questa scaletta:

  • Lo schema mentale limitante quando si parla di lavoro,
  • due modi di pensare che ti aiutano a capire che lavoro fare,
  • la domanda da cui partire per trovare lavoro e
  • un sistema innovativo per iniziare a muovere i primi passi.

Bene, ora ti lascio all’articolo.

Se vuoi c’è anche il video.

Lo schema mentale limitante

Quando vogliamo capire che lavoro fare spesso cadiamo in una trappola pericolosa: ragionare per settore.

Il settore è uno schema mentale limitante, quindi un modo di pensare, legato alla cultura italiana che anch’io mi portavo a spasso.

Poi, quando mi sono trasferito a Londra per imparare a livello pratico le soft skills e il management, l’ho lasciato andare e ho iniziato ad utilizzare degli schemi mentali manageriali utili per capire che lavoro fare.

Ora vediamo due schemi mentali che ci aiutano a spiegare come capire che lavoro fare.

I due schemi mentali utili per capire che lavoro fare

devo posso voglio

Il primo schema che suggerisco io lo chiamo Devo Posso Voglio.

Per spiegarlo immaginate 3 cerchietti che si intersecano:

  • Devo è il ruolo, il mestiere,
  • Posso sono le competenze – sia tecniche che trasversali – e
  • Per terzo c’è il Voglio che è la motivazione, ciò che ci piace fare.

Un altro schema che ti suggerisco è il contesto, io di solito graficamente faccio un quadrato attorno a questi tre cerchietti.

Il contesto ha a che fare con quella che chiamo cultura, cioè quelli che sono:

  • le abitudini,
  • i modi di pensare prevalenti e
  • le tendenze

di un certo ambiente, in questo caso parliamo di un contesto aziendale.

Bene.

Ora ti faccio un esempio autobiografico sul contesto.

Il contesto può essere formale o informale.

Io ad esempio prediligo l’informalità, infatti nei corsi dal vivo che conduco, rimango spesso stupito quando i partecipanti mi danno del lei perché sono abituato a contesti informali.

Inoltre il contesto può essere strutturato o destrutturato.

Secondo le mie preferenze io prediligo approcci e contesti strutturati, perché è un mio valore.

Chi ha fatto con me i Master in Management o Cambia Marcia lo sa, io lo chiamo rigore metodologico: occorre seguire un approccio strutturato per ottenere dei risultati.

Questi sono esempi di contesti più affini alle mie preferenze, ma ci sono altri contesti che ad esempio possono essere formali, ma destrutturati, quindi seguono approcci estemporanei per arrivare al risultato.

Visti questi due modi di pensare utili a spiegare come capire che lavoro fare, passiamo alla domanda da cui partire per trovare lavoro.

La domanda da cui partire per capire che lavoro fare

La domanda da cui partire per capire che lavoro fare è: “Quale è il mestiere e qual è il contesto che più è adatto alle mie competenze e alle mie motivazioni?

Perché questa domanda?

Perché se tu riesci a ricoprire un ruolo in un contesto che è il più adatto al tuo assetto motivazionale e al tuo assetto di competenze, allora hai più risultati, più realizzazione e più serenità nel lavoro.

Quindi occorre cercare il ruolo e il contesto che è più adatto:

  • alle proprie inclinazioni e spinte motivazionali (Voglio)
  • e alle proprie competenze tecniche e trasversali (Posso)

Chiaro. Cosa posso iniziare a fare quindi?

Il punto di partenza è completare il quadro d’insieme, occorre avere una visione più chiara di tutte le tue soft skills, di tutte le tue capacità, di tutte le tue competenze e di tutte le tue spinte motivazionali.

A questo proposito ti presento un sistema innovativo creato da me, che oltre a darti una visione d’insieme delle soft skills, ti aiuta a svilupparle.

Il sistema innovativo per sviluppare le soft skills

“L'85% del successo nel lavoro dipende dalle Soft skills e il 15% dalle competenze tecniche”. Università di Harvard Condividi il Tweet

È Coltiva la Crescita Blast.

Mmh, quali sono le caratteristiche di questo sistema innovativo?

Beh, intanto ti dà una visione insieme, è un percorso basato su un’analisi iniziale dei bisogni formativi e c’è una visione d’insieme delle 12 soft skills chiave per portare più risultati nel lavoro, nella vita e per ridurre lo stress.

È uno strumento efficace e versatile allo stesso tempo perché ogni mese viene scelto un libro che viene trasformato in un corso online, i concetti chiave sono estratti dal libro e vengono proposti con diverse modalità.

Quindi ci sono dei video, ci sono degli audio, ci sono delle schede di sintesi e ci sono anche degli esercizi di integrazione che facilitano il passaggio dal sapere, al saper fare.

In più ci sono dei meccanismi di confronto, supporto e divertimento, nel senso che ogni mese è prevista una diretta online per confrontarsi con gli istruttori e compagni di viaggio, per cui c’è anche lo spazio per apprendere grazie a film e modalità giocose.

Inoltre – credo che non guasti – risparmi tempo e denaro, perché questo sistema costa meno soldi e richiede meno tempo rispetto a leggere un libro al mese.

Da qui il nostro motto Un terzo del tempo, il triplo dei risultati!

Se vuoi maggiori informazioni su questo sistema Coltiva la Crescita Blast clicca qui e potrai scoprire più dettagli e iscriverti.

Spero che l’articolo ti sia piaciuto.

Se hai dubbi, domande o considerazioni scrivile nei comenti qua sotto e sarà mio piacere leggerti.

Se vuoi condividere questo contenuto in cui spiego come capire che lavoro fare con i tuoi contatti, puoi usare i pulsantini colorati social che vedi qua sotto, io te ne sarò grato: è riconoscimento molto gradito per l’impegno che io ed i ragazzi del mio team abbiamo profuso.

In ogni caso ti faccio un grosso in bocca al lupo per la tua crescita, benessere e prosperità.

Alla prossima.

Mirco

Immagini: Google Images

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