Come ridurre lo stress? Allinea gli atteggiamenti

Lo stress è causato da diversi fattori. Gli atteggiamenti non “allineati” alla realtà sono uno di questi. Nell’articolo faccio un esempio pratico.

Non ci sono problemi ma opportunità mascherate. B. Franklin Condividi il Tweet
come ridurre lo stressIn questo articolo riporto più o meno fedelmente una conversazione che ho avuto con un cliente qualche mese fa.
 
Voleva capire come ridurre lo stress.
 
Ho usato un mio caso autobiografico per ragionare su una causa di stress. Gli atteggiamenti improduttivi.
 
Il mio cliente trovò utile questa chiacchierata. Spero lo sia anche per te.
 
Cos’è un atteggiamento?
 
L’atteggiamento è uno schema mentale che rientra nel più ampio campo della percezione.
 
Per non fare un trattato qui possiamo dire in modo semplice che è come ti poni di fronte a qualcosa.
 
Molte citazioni di personaggi più o meno famosi condensano un modo di porsi di fronte a:
 
  • eventi,
  • situazioni,
  • ostacoli,
  • sfide,
  • desideri,
  • insuccessi,
  • etc..
Nella citazione di Benjamin Franklin che trovi all’inizio della pagina  è “distillato” un atteggiamento.
 
In particolare un atteggiamento  rispetto ai problemi.
 
Ora passiamo all’episodio che mi aiuta a farti un esempio pratico.
 
In particolare un evento potenzialmente stressante che è accaduto qualche mese fa.
 
Perché dici “potenzialmente” stressante?
 
Beh perché un tempo mi avrebbe rovinato la giornata.
 
E invece?
 
E invece adesso lo vediamo.
 

Come ridurre lo stress: un esempio pratico

Un bel giorno di maggio 2017  sarebbe dovuto andare on line il sito di allineamenti.
 
Dopo:
 
  • averlo immaginato e progettato;
  • aver faticato con lo sviluppatore per trovare le soluzioni informatiche per portare on line la mia passione;
ero emozionato come un bambino alla vigilia di Natale.
 
Puntuale come un orologio si è dimostrata valida la “legge di Murphy” che dice:
“Se qualcosa può andare storto, lo farà”.
E a proposito di frasi famose quel giorno mi è venuta in mente la citazione di Franklin vista sopra:
“Non ci sono problemi ma opportunità mascherate”.
L’ho sentita per la prima volta dal mio capo a Londra.
 
Quando me la disse per la prima volta gli avrei voluto dare un cazzotto.
 
Stavo diventando matto per un problema col computer.
 
Il mio atteggiamento in quel momento era del tipo “nella vita non dovrebbero esserci dei problemi”.
 
Di conseguenza ero alquanto stressato.
 
Credo che il mio capo con quella frase stesse cercando di consolarmi, o insegnarmi una cosa utile.
 
Di norma, quando siamo stressati non c’è spazio per “apprendere” qualcosa di nuovo.
 
Anche, o forse soprattutto, quando si tratta di un nuovo atteggiamento.
 
Poi col tempo ho incontrato più volte e in diverse salse quella frase sui problemi e le opportunità.
 
L’ho integrata usando una tecnica che mi ha aiutato a ridurre lo stress.
 
Ti immagino che ora hai alcune domande per la testa:
 
  • In quanto tempo hai abbandonato lo stress?
  • Ma l’hai abbandonato del tutto?
  • Cosa hai fatto per trasformare in opportunità il problema del sito?
Rispondo per ordine.
 
Quanto tempo?
 
Il lavoro sugli atteggiamenti non si fa in un giorno.
 
Se hai visto della pubblicità che ti dice che puoi cambiare in pochi giorni con la tecnica “psico_stica ..pperi” o “quantistico-sbarabaus” o “pienne larava e lafava” il tuo Ego infantile può essere tentato a crederci.
 
Vuoi un consiglio? Tu non farlo. Non credere a chi ti promette risultati strepitosi “in poco tempo e senza fatica”.
 
Il lavoro su di se non si fa in pochi giorni, non si fa senza fatica, non si fa senza impegno.
 
Ne ho parlato in questo articolo sul miglioramento personale.
 
Ma l’hai lasciato del tutto lo stress?
 
No. Non l’ho lasciato del tutto.
 
Ogni tanto si fa vivo.
 
Ma è cambiata la frequenza con cui arriva a ridurre il mio benessere.
 
Da spesso e volentieri a raramente.
 
Capita e capiterà.
 
Ma tendo ad accorgermi che sono caduto nella buca – se non prima di caderci – poco dopo.
 
Ed è cambiata anche l’intensità: è molto meno intenso.
 
Ultima domanda: cosa hai fatto quel giorno del problema col sito?
 
Ho osservato la reazione del mio bambino interiore.
 
Ho visto che era triste.
 
Ne hai ben donde gli ho detto.
 
Cioè non ho cercato di spiegare come vanno le cose in realtà, insegnare di sopportare le avversità della vita o usare concetti spirituali come Karma, destino etc. a fini consolatori
 
A forza di sbatterci il grugno ho imparato che questo tipo di risposte non funziona!
 
Il che non vuole dire che certi modi di vedere la realtà non siano validi.
 
Altrimenti non avrei visitato gli Ashram di mezza India per impararli, allenarli, praticarli il più possibile.
 
Ma al bambino interiore che è triste e arrabbiato non interessano Buddha, Khrishnamurti, Aurobindo, Ramana Maharshi, Sri Nisargadatta Maharaj, etc..
 
Perchè no?
 
Perchè è un bambino: vuole il regalo di Natale.
 
Ed ha ragione … sennò mica sarebbe un bambino .
 
Ok e quindi se non hai tentato di consolarlo cosa hai fatto?
 
E sono rimasto li con lui intanto che era triste.
 
Dopo, ho analizzato il problema assieme al mio consulente informatico.
 
Trovata la causa.
 
Gli hacker – strana gente – attaccavano parti del sito.
 
La soluzione era stata un plug-in anti-hacker.
 
Il plug-in si è rivelato come certe medicine.
 
Ha bloccato gli hacker ma ha bloccato una funzionalità del sito.
 
In sintesi: il rimedio è peggiore del male ;-).
 
Il tecnico, capita la causa, ci ha lavorato ed il giorno dopo tutto era a posto.
 
Io invece quel giorno lì non ci potevo far niente.
 
Si presenta una opportunità.
 
Quale?
 
Dovevo inserire alcune immagini nei nuovi post. Non c’era più urgenza di farlo.
 
E quindi?
 
E quindi sono andato a giocare a golf ;-).
 
Bene i tre minuti a disposizione sono terminati.
 
Se hai dubbi domande o considerazioni puoi usare lo spazio per i commenti.
 
Sarà mio piacere dialogare con te.
 
Se hai trovato interessante l’articolo e lo vuoi condividere puoi usare i pulsanti social colorati che trovi qua sotto.
 
Sarà un modo molto gradito per dirmi che hai apprezzato il tempo ed energie che ho investito per scriverlo e te ne sarò molto grato.
Alla prossima. Mirco
 
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