Competenze trasversali: il vero segreto del successo

Che tu le chiami soft skills o competenze trasversali non importa. Sono comunque il segreto per fare la differenza e avere successo. Nonostante la crisi. 

La vera crisi è l'incompetenza. A. Einstein Condividi il Tweet

Il succo del discorso

Questa è la sintesi dell’articolo così puoi decidere se vale la pena proseguire oppure no nella lettura.

  • Le competenze tecniche sono e saranno sempre indispensabili.
  • Se non hai competenze tecniche non entri in campo.
  • Ma una volta in campo, se vuoi fare la differenza ti serve una marcia in più.
  • Le competenze trasversali ti danno questa marcia in più
  • Nonostante la crisi.
  • Anzi la crisi diventa una opportunità per emergere e differenziarsi.

Ei ma non è che stai esagerando un pochino?

C’è solo un modo per scoprirlo, continua a leggere …

competenze trasversali

Quando inizio un corso di formazione spiego ai partecipanti che li farò lavorare sulle “soft skills” (in italiano competenze trasversali).

Infatti le competenze trasversali aiutano a produrre maggiori risultati,ridurre lo stress,garantire il posto di lavoro,cambiare ruolo a chi si è stancato di quello attuale.

Tra l’altro, aggiungo,  possono servire anche a casa con i figli il partner e altre persone importanti della loro vita.

Di solito,  dopo questa affermazione,  partono domande di questo tipo:

  • Senti Mirco ma cosa sono le competenze trasversali?
  • Ci fai degli esempi pratici e non teorici?
  • Spiega meglio perché dici che sono così importanti?

Queste sono le domande a cui risponderò in questo articolo.

Lascia che te lo dica:

è un argomento da non perdere se tu desideri un futuro di prosperità economica, emotiva e relazionale.

Ecco perché ho deciso che questo dovese essere il primo articolo del Blog.

La definizione di competenza e la distinzione tra tecniche e trasversali

Per competenza si intende:

quell’insieme di caratteristiche individuali in presenza delle quali è prevedibile –  se supportate dalla necessaria spinta motivazionale – una prestazione di rilievo.

Per prestazione intendo la somma dei risultati.

In particolare i risultati realizzati da una persona in un ruolo organizzativo o in una professione.

Per cui in soldoni:

maggiori sono le competenze e maggiori sono i risultati.

E dopo questa affermazione ti immagino che pensi:

“Una persona più competente ottiene più risultati di una persona meno competente”.

Stica ……. pperi!!!! Fino qui non ci voleva la scala.

Hai ragione … ma non finisce qui.

C’è molto di più.

Le due macro tipologie di competenze

Ci sono due tipologie principali di competenze:

  • Tecniche (o specialistiche) in inglese hard skills
  • Trasversali in inglese soft skills

 Tecniche (o specialistiche)

 Sono le conoscenze e capacità che servono per svolgere una specifica attività.

 Cioè ti servono in un ruolo o mestiere o professione particolare se vuoi produrre risultati di rilievo.

 Ad esempio:

  • saper riclassificare un bilancio se lavori all’ufficio crediti di una banca o se fai il commercialista
  • saper usare il software “autocad” se lavori come progettista
  • scrivere un decreto ingiuntivo se fai l’avvocato

 In sostanza:

  • un architetto,
  • un avvocato
  • un impiegato di banca

 per fare bene il loro mestiere  hanno bisogno  competenze tecniche diverse.

Competenze trasversali o soft skills

 Sono un mix di conoscenze, capacità e atteggiamenti che servono in qualsiasi ruolo o mestiere o professione.

 Ad esempio:

  • saper comunicare in modo efficace
  • saper interagire efficacemente con altre persone
  • saper affrontare un cliente incavolato
  • saper leggere e dare spazio appropriato alle proprie emozioni

 Infatti:

  • un architetto,
  • un avvocato
  • un impiegato

 entrano ogni giorno in contatto con altre persone con cui scambiano idee proposte soluzioni richieste etc..

 Quando entri in contatto con altre persone (clienti colleghi capo fornitori collaboratori, etc.) avere la capacità di:

  • capire chi hanno di fronte
  • adattare il proprio modo di relazionarsi in base a chi hanno di fronte
  • far passare le informazioni nel modo giusto
  • ascoltare in modo attento
  • e – se l’altro è stressato o arrabbiato – ascoltare e rispondere in modo empatico

 ti aiuta ad avere dei buoni risultati, risparmiare tempo ed energie.

 Non solo.

 Anche se viene spesso dimenticato:

 avere queste competenze trasversali fa risparmiare tempo ed energie a chi ci sta di fronte.

 E chi è che ci paga (direttamente o indirettamente)?

Chi è che può apprezzare o meno il nostro lavoro e in futuro ricordarsi di noi quando cambia azienda e ha bisogno di un certo profilo?

Chi è che il giorno che abbiamo una grana grossa da risolvere si potrebbe fare in quattro per aiutarci o farsi negare al telefono?

Esatto: il cliente, collega, il capo, il fornitore che ci sta di fronte.

Infine.

  • capire cosa “bolle in pentola” nel proprio mondo interiore delle amozioni, stati d’animo e sentimenti
  • dare una risposta adeguata a ciò che “bolle in pentola”

 è una capacità che torna utile a tutte le persone, che facciano l’architetto, l’avvocato o l’impiegato di banca.

 In sostanza:  

  • un architetto,
  • un avvocato
  • un impiegato di banca

 per fare bene il loro lavoro hanno bisogno sicuramente di competenze tecniche.

 Ma hanno bisogno anche di quelle competenze che sono richieste più o meno a  tutti gli altri mestieri che esistono sulla faccia della terra.

 E questo perché in ogni mestiere,  lavoro o professione, chi più chi meno, abbiamo a che fare con:

  • persone
  • emozioni,
  • il tempo tiranno
  • e con lo stress. Il nostro e quello di altri.

 Le competenze che sono richieste in tutti i mestieri vengono chiamate per l’appunto “trasversali” perché utili e necessarie a prescindere dal ruolo ricoperto.

 Oppure usando il termine inglese vengono chiamate “soft skills”.

 Cioè “soffici”, “intangibili”.

 E questo appellativo viene usato  perché sono più difficili da mettere a fuoco rispetto alla procedura per aprire un conto corrente, scrivere un decreto ingiuntivo o fare un disegno tecnico.

 Focus on: conoscenze, capacità e atteggiamenti

 Come detto sopra le competenze trasversali sono composte da tre sotto ingredienti:

  • conoscenze
  • capacità
  • atteggiamenti

 Per ognuno vogliamo capire cosa sono e da dove vengono.

 In questo modo in futuro sarà più facile sviluppare le competenze che ritieni di servano di più.

 Definizioni ed esempi per i 3 sotto ingredienti delle competenze trasversali

 Per Conoscenze si intende ciò che la persona deve “sapere”, il know how necessario per svolgere correttamente una data attività.

 Ad esempio: conoscere le informazioni rilevanti per risolvere un problema o sapere  dove reperirle.

 Le conoscenze si acquisiscono tramite:

  • la scuola,
  • l’università,
  • master,
  • libri,
  • e … il nostro fidato “cugino” elettronico che sa tutto. Google!

 Per capacità (in alcuni contesti chiamate anche abilità o “skills”) si intende il “saper fare”, la capacità appunto di svolgere un determinato compito o attività.

 Può essere una capacità  intellettiva o fisica.

 Esempi della prima:

  • elaborare informazioni,
  • stabilire relazioni causa-effetto,
  • riconoscere modelli in una massa indistinta di informazioni,
  • pianificare,
  • ascoltare le informazioni,
  • ascoltare le emozioni.

 Esempi della seconda:

  •  preparare una pietanza
  • disegnare il modello di un capo d’abbigliamento

 Le capacità sono legate ad abilità e inclinazioni personali, tratti di personalità.

 Si possono sviluppare, come i muscoli,  con allenamento costante, impegno e persistenza.

 Gli atteggiamenti sono  la caratteristica più complessa da definire.

 Per atteggiamenti si intende una tendenza psicologica espressa attraverso la valutazione cognitiva di una particolare entità.

 Stica … pperi ! E in italiano?

 Hai ragione.

 In italiano: il modo di porsi di fronte a qualcuno o qualcosa.

Alcuni esempi di atteggiamenti sono umiltà,  pazienza,  indolenza,  disponibilità, proattività.

Un altro esempio calato sul contesto aziendale.

Chi attribuisce valore alla soddisfazione dei bisogni del  cliente possiede un atteggiamento di “orientamento al cliente”

Chi ritiene siano più importanti le caratteristiche intrinseche di un prodotto si può dire che ha un atteggiamento di “orientamento al prodotto”.

 L’atteggiamento è legato a:

  •  tratti di personalità
  • convinzioni – consce o inconsce –
  • e a credenze che a loro volta derivano dalle nostre esperienze, dal nostro vissuto e da quello delle persone significative che ci circondano.
  • La cultura del gruppo di appartenenza (azienda, paese, regione)

 Bene la pillola teorica è terminata.

 Era ora.

 Hai ragione, ma sarai premiato!

 Adesso arriva il bello!!

Un esercizio  di ripasso e una dimostrazione di lettura del pensiero a distanza!

Fino ad ora abbiamo visto:

  • la differenza tra soft skills e hard skills
  • gli “ingredienti” delle soft skills (conoscenze, capacità e atteggiamenti).

Ora ti propongo un breve esercizio grazie al quale:

  •  ripassare rapidamente quanto visto fino ad ora
  • iniziare ad allenare una capacità fondamentale per la tua crescita, benessere e prosperità
  • dimostrare con un esempio pratico, la logica e un po’ di buon senso la tesi esposta all’inizio di questo articolo

E poi c’è la sorpresa!!!

Dopo l’esercizio ti do un assaggio della mia capacità di leggere nel pensiero.

Curioso?

Andiamo!

  1. Ripercorri mentalmente i ristoranti che hai frequentato.
  2. Tra tutti i camerieri che hai incontrato cerca di ricordare il cameriere più bravo:

la persona che più ti ha servito in modo professionale, ti ha fatto stare bene, ti ha soddisfatto.

Trovato?

  1. Bene ora ti chiedo di annotare quali erano le caratteristiche che aveva.

Secondo te cosa aveva di “speciale” la persona in quel ruolo?  (gentilezza disponibilità velocità … sono solo esempi di cosa intendo ..)

Prenditi 45 secondi per annotare queste caratteristiche particolari.

Annotato le caratteristiche?

Molto bene.

  1. Ora ti chiedo di classificare le caratteristiche che hai annotato.

Distingui tra:

  • conoscenze,
  • capacità e
  • atteggiamenti.

Ad esempio:

  • disponibilità è un atteggiamento,
  • saper aprire la bottiglia di vino è una capacità,
  • orientarti nella scelta di cosa mangiare è una capacità,
  • saper dosare il numero di volte in cui verifica come sta andando è una capacità,
  • sapere gli ingredienti di una pietanza è una conoscenza.

Bene.

Grazie a questo esercizio hai ripassato un po’ gli “ingredienti” della competenza.

C’è qualcosa che ti colpisce nei risultati dell’esercizio?

Se mi fai sapere cosa ne pensi con un commento alla fine dell’articolo mi farebbe molto piacere :-).

Torniamo ora alla distinzione tra competenze tecniche e trasversali.

Per competenze tecniche,  se ricordi,  intendo quelle che pertengono ad un ruolo o mestiere specifico.

Nel caso del nostro cameriere sarà, ad esempio,  saper aprire una bottiglia di vino.

Per competenze trasversali se ricordi intendo quelle che aiutano l’efficacia di qualsiasi ruolo.

Partendo sempre dal nostro cameriere, un esempio può essere:

  • saper capire che tipo di cliente ti trovi di fronte (gli piace parlare o preferisce starsene in silenzio, è impaziente o vuole capire bene il menù prima di ordinare)
  • oppure saper gestire le obiezioni.

Bene.

Aprire una bottiglia di vino è utile solo in certi mestieri.

Invece:

  • capire chi hai di fronte
  • saper gestire una obiezione di una persona un po’ “stressatella

Ti è utile sia con il tuo nuovo capo che con clienti fornitori etc. … quindi in tutti i ruoli!

Ecco questi sono due esempi di competenze trasversali.

Attenzione.

Ora mi lancio in un esercizio di lettura dei tuoi appunti a distanza!!!!

Rullo di tamburi prego …

Sei pronto?!?!?!?

Vado?!?!?!?!

Ok mi butto:

E’ molto probabile che il cameriere che hai scelto avesse una buona dotazione di competenze trasversali.

Confermi?

Fammi sapere che sono curioso ?

Perchè è un azzardo puntare solo sulle competenze tecniche

Una ricerca condotta negli stati uniti dimostra che il 77% degli imprenditori non si accontenta più delle competenze tecniche (fonte).

Probabilmente la stessa consapevolezza se non è arrivata arriverà presto anche da noi.

E perchè allora ancora in molti puntano sulle competenze tecniche?

Perchè è più facile.

Le competenze tecniche sono le più ovvie e facili da capire.

E infatti proprio perché sono le più facili sono quelle più usate in passato per scegliere o promuovere una persona per un ruolo.

Sono anche le più facili ed evidenti da insegnare con addestramento formazione o affiancamento.

Ma, credimi,  le competenze trasversali,  spesso trascurate o ignorate, sono altrettanto importanti.

Anzi … di più.

Sono più importanti perchè per la maggioranza dei ruoli (non dico per tutti perché non voglio fare il talebano)  fanno la differenza.

Perché sostengo questo?

Stiamo sempre sul semplice.

Di camerieri che non sanno aprire una bottiglia di vino quanti ne trovi?

Pochi.

Di camerieri che:

  • non sanno capire e adeguarsi ai diversi tipi di personalità dei clienti
  • o affrontare con efficacia una obiezione

quanti ne trovi e ne troverai?

A te chi ti rimane più impresso? A chi è probabile darai la mancia?

Chi ti rimane in mente quando ti chiedono un ristorante con un buon servizio?

Chi sa aprire la bottiglia di vino?

Oppure:

  • chi ti sa capire,
  • sa comprendere cosa ti serve e te lo da
  • e se sei un pò stressato usa le leve giuste per non farti stressare ancora di più e magari farti sfogare e tornare il sorriso?

Per questo se vuoi fare la differenza nel tuo ruolo non ti bastano le competenze tecniche.

Sono indispensabili, non fraintendermi.

Che tu sia un avvocato commercialista impiegato di banca, o un manager, capo progetto, venditore,   addetto di un call centre e chi più ne ha più ne metta:

le competenze tecniche sono scontate!!!!!!

Se non sai:

  • fare un decreto ingiuntivo se sei un avvocato
  • riclassificare un bilancio se sei commercialista o analista fidi
  • usare la piattaforma informatica con i dati del cliente che hai al telefono se sei addetto al call centre
  • impostare il Gantt con le milestones di un progetto se sei un capo progetto
  • impostare il budget del tuo reparto o funzione se sei un manager

E’ esattamente come non saper aprire una bottiglia di vino per un cameriere.

Non prendere a male ciò che dico. Ma …

Non ti serve un mentore coach on line per capire che con la crisi che c’è andrai incontro a qualche difficoltà.

Prima o poi. Non subito. E non voglio portare iella ;-). Sto facendo semplicemente 2 + 2.

Avere le competenze tecniche di base non è più una garanzia di sopravvivenza, benessere  o prosperità.

In un contesto di crisi per competere e stare bene ti serve qualcosa in più.

Qualcosa che ti aiuti a:

  • produrre risultati con meno risorse
  • gestire richieste sempre più stressanti
  • gestire la pressione
  • affrontare problemi nuovi e non codificati nei libri
  • cogliere opportunità
  • gestire lo stress dei tuoi interlocutori
  • gestire il tuo stress.

E come si chiama questo “qualcosa” l’abbiamo visto.

Sono le competenze trasversali per l’appunto.

Tiriamo le somme (conclusioni)

Che tu le chiami soft skills o “competenze trasversali” non importa.

Sono comunque il segreto per fare la differenza e avere successo.

Nonostante la crisi. 

Le competenze tecniche infatti sono e saranno sempre indispensabili.

Se non le hai non entri in campo.

O se ci sei già entrato senza averle, prima o poi, ti rispediscono in panchina.

Ma una volta in campo se vuoi fare la differenza ti serve una marcia in più.

Nonostante la crisi con questa marcia in più è possibile vedere e cogliere opportunità ed avere successo nella relazione con te stesso, con gli altri e con le cose da fare.

Anzi la crisi diventa una opportunità per emergere e differenziarsi.

Meno sono le risorse a disposizione e più occorre avere capacità di gestirle.

Le risorse possono essere tempo soldi o energia (tua e/o di altri).

Il concetto non cambia.

Meno sono le risorse a disposizione e più occorre avere capacità di gestirle.

Le competenze trasversali ti aiutano a questo: a gestire risorse scarse e a sfruttarle al meglio.

A partire dalla risorsa più importante: te stesso.

Il come lo vedremo meglio con altri articoli e strumenti gratuiti.

Per ora sono passati i dieci minuti e siamo giunti al capolinea di questa prima tappa nel mondo delle competenze trasversali.

Andiamo verso i saluti e le raccomandazioni finali.

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Vuoi appronfondire l’argomento?

Leggi l’articolo:  Elenco soft skills per non perdere il treno

In ogni caso,  io ti saluto e ti faccio un grosso in bocca al lupo per la tua crescita, benessere e prosperità. Mirco.

Foto tratte da Google Immagini.