Cosa fa un manager?

Spesso, non è chiaro cosa fa un manager. Leggendo questo articolo scoprirai, in cosa consiste il mestiere di manager, perché anche tu lo sei e cosa non può non fare un manager come te.

“Un manager gestisce processi, progetti e persone per realizzare risultati” #coltivalacrescita Condividi il Tweet

cosa fa un manager

In questo articolo parlo di management.

In particolare rispondo alla domanda “cosa fa un manager?”.

Da qui alla fine:

  • Facciamo chiarezza su cosa fa un manager in generale
  • Vediamo cosa fa un manager nei diversi livelli manageriali
  • E infine scoprirai la cosa che un manager non può non fare

Se preferisci c’è anche il video

Cominciamo…

Cosa fa un manager?

Un manager gestisce processi (la sequenza di attività che conducono ai risultati), gestisce progetti (processi unici che consegnano la soluzione ad un problema) e gestisce persone (la risorsa chiave che svolge le attività) per realizzare risultati.

Le persone a loro volta si portano a spasso delle risorse.

Queste risorse sono:

  • il tempo
  • l’attenzione
  • l’energia
  • le competenze
  • gli strumenti

Quindi il manager tendenzialmente gestisce persone, che a loro volta investono queste risorse nelle attività – che noi chiamiamo processi – che conducono ai risultati.

E questa è la prima risposta alla domanda cosa fa un manager.

I livelli manageriali

La seconda risposta è: dipende…

Nel senso che ci sono responsabilità più specifiche che possono essere o meno all’interno del mestiere del manager.

E questo dipende dal livello manageriale ricoperto.

Per cui andiamo a fare una carrellata dei principali livelli manageriali.

Cosa fa un manager di sé stesso?

Un manager di sé stesso non è un manager in senso stretto, ma gestisce sé stesso (self-management), quindi gestisce i processi che portano ai risultati, gestisce le proprie risorsegestisce i progetti di cui si occupa.

Cosa fa un manager di primo livello?

Il primo livello manageriale in senso stretto è quello dove il manager comincia a gestire – oltre che i propri risultati – anche i risultati di altre persone.

Questo in inglese viene chiamato first line manager.

Cosa fai un manager di secondo livello?

Il passaggio manageriale successivo è quello di gestire altri manager.

Quindi un manager di primo livello che dimostra di essere efficace nel gestire altre persone, può essere promosso ad un livello manageriale dove non gestisce altre persone, ma gestisce persone che hanno un ruolo manageriale.

Cosa fa un manager di terzo livello?

Nel livello successivo, si passa a gestire un business.

Le responsabilità del manager

In base al livello manageriale ricoperto ci possono essere più responsabilità che hanno una complessità via via più alta.

Quindi le responsabilità del manager variano in base al livello manageriale ricoperto.

Adesso andiamo a vederle.

1. Gestire sé stesso

La prima responsabilità è trasversale.

A prescindere dal livello manageriale ognuno di noi deve gestire sé stesso.

Quindi questa è una responsabilità che c’è sempre, che non va mai via.

2. Gestire collaboratori one to one

La prima responsabilità in termini di complessità, quindi la prima cosa che occorre imparare nel mestiere manageriale, è gestire la prestazione dei propri collaboratori nel one to one.

Gestire la prestazione dei collaboratori uno a uno è contrapposto a gestire più collaboratori come una squadra.

Perché è contrapposto?

Perché già è difficile gestire le persone nell’uno a uno.

Gestire le persone come squadra è più complesso.

Per cui qui sto cercando di suddividere un po’ le responsabilità con un approccio a complessità crescente.

Le prossime due responsabilità appartengono al secondo livello manageriale.

3. Migliorare i processi aziendali

La prima responsabilità è quella di migliorare i processi aziendali.

4. Costruire e sviluppare la squadra

Poi si può passare dal gestire persone nell’uno a uno, a gestire le persone come squadra.

Quindi si costruisce e si sviluppa la squadra.

Questo richiede un livello di competenze manageriali più alto.

Infine ci sono le responsabilità di gestione di un business, che sono via via più complesse.

5. Formulare una strategia di business

La prima è formulare una strategia di business.

6. Ingaggiare le persone

La seconda è ingaggiare le persone.

Ingaggiare le persone ha a che fare con il comunicare la strategia.

Quindi comunicare:

  • la visione del futuro,
  • i processi chiave che porteranno a questa visione del futuro,
  • che cosa occorre continuare a fare,
  • che cosa occorre iniziare a fare
  • e cosa occorre smettere di fare

per fare in modo che quella visione del futuro venga realizzata.

Quindi ingaggiare le persone significa dare chiarezza rispetto alla visione del futuro e liberare/scatenare energie affinché queste persone poi le investano per concretizzare la strategia di business.

7. Allineare i FCS alla strategia

Poi c’è allineare i fattori critici di successo della strategia.

Nel senso che la strategia, per avere successo, ha bisogno di una serie di fattori.

Fattori come processi, ruoli, competenze delle persone, cultura.

Quindi un manager a questo livello manageriale si deve preoccupare:

  1. che ci sia una strategia di business,
  2. che le persone siano ingaggiate,
  3. che ci sia un allineamento tra i diversi fattori critici di successo che aiutano a realizzare la strategia.

Cioè?

Come dicevo prima: la cultura, i processi, le competenze, i KPI..

Per KPI si intende key performance indicator, ovvero le metriche chiave che vengono utilizzate per governare l’azienda.

8. Scoprire e sviluppare i talenti

Un’altra responsabilità che ogni tanto viene trascurata è quella di scoprire e sviluppare i talenti.

Quindi individuare oggi le persone che faranno il mestiere manageriale nel futuro.

Conclusione

Bene.

Abbiam visto:

  • cosa fa un manager in generale,
  • abbiam visto cosa fa in base ai diversi livelli manageriali,
  • abbiamo anche detto che c’è una cosa che è una costante.

Sarebbe?

Gestire sé stessi.

Concludo dicendo che una cosa che un manager non può non fare è gestire sé stesso.

Io cito spesso il mio esempio…

Da manager in senso stretto sono stato anche abbastanza efficace.

Ho portato risultati, la strategia di business c’era, i processi erano messi a posto e però…

Mi sono dimenticato di gestire me stesso delle volte.

Quindi questo ha portato ad avere successo nel business, successo nei risultati, successo nel lavoro e un po’ meno successo nella mia vita

È per questo che dico “cosa non può non fare un manager“.

Perché che sia manager di primo, secondo, terzo, quarto o quinto livello, in ogni caso c’è una parte del mestiere che è gestire sé stessi.

Destinazione… Successo

E qui ti lascio con un consiglio per la lettura, il mio libro “Destinazione Successo“.

In questo libro si parte dalle fondamenta del gestire sé stessi e quindi si parla di come applicare il management al far succedere risultati nella propria vita.

Si parla dei diversi tipi di successo.

Si parla di potenziale e successo.

E si parla soprattutto di uno dei protagonisti di questo libro, l’Ego Infantile, che è il più grosso ostacolo alla espressione del nostro potenziale.

Non preoccuparti, si parla anche di come gestirlo.

E da ultimo, con l’investimento nel libro, hai accesso gratuito:

  • al manuale online con contenuti bonus,
  • al questionario per misurare la taglia del tuo Ego Infantile,
  • allo spazio dedicato a domande e risposte che potresti avere rispetto al libro.

Quindi io mi auguro di vederti dall’altra parte, come lettore di “Destinazione Successo” e in ogni caso ti faccio un grosso in bocca al lupo per la tua crescita, benessere e prosperità.

Spero che l’articolo ti sia piaciuto.

Se hai dubbi, domande o considerazioni scrivile nei comenti qua sotto e sarà mio piacere leggerti.

Se vuoi condividere questo contenuto con i tuoi contatti puoi usare i pulsantini colorati social che vedi qua sotto, io te ne sarò grato: è riconoscimento molto gradito per l’impegno che io ed i ragazzi del mio team abbiamo profuso.

In ogni caso ti faccio un grosso in bocca al lupo per la tua crescita, benessere e prosperità.

Alla prossima.

Mirco

Immagini: Google images

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