Effetto Kruger-Dunning: sopravvaluti o sottovaluti le tue competenze?

Uno studio di due psicologi mostra una strana tendenza della mente quando valutiamo le nostre competenze. Le conseguenze sono rischiose. Curioso?   

E' sapiente chi sa di non sapere, non chi si illude di sapere e ignora la sua stessa ignoranza. Socrate Condividi il Tweet

effetto kruger-dunningL’effetto Kruger-Dunning  prende il nome da due psicologi che hanno condotto un esperimento molto interessante.

Hanno coinvolto un gruppo di studenti a cui hanno chiesto di completare una serie di test e poi di valutare il loro livello di competenza rispetto agli altri studenti.

Il risultato fu strano:

  • gli studenti più competenti (che avevano una percentuale più alta di risposte corrette) sottovalutavano il loro livello di competenza
  • gli studenti meno competenti (che avevano una percentuale più bassa di risposte corrette) sopravvalutavano il loro livello di competenza.

Quando ho letto di questo esperimento ammetto che l’esito non mi è sembrato affatto strano.

Prima mi è venuto in mente uno dei miei maestri in India che dice spesso che la maggior parte delle bugie le diciamo a noi stessi.

Poi ho ripensato ai diversi progetti di analisi o sviluppo delle competenze che ho condotto in questi 20 anni.

E la conclusione di questi due psicologi ha trovato più volte conferma nella mia esperienza pratica anche se non “scientifica”.

Una metafora sul rischio di gonfiare la valutazione delle proprie competenze

Gli incompetenti assomigliano un pò a gatti che si vedono come dei leoni.

E cosa c’è di male a gonfiare un pochino la nostra autostima?

Per rispondere continuo con la metafora gatto-leone.

La conseguenza negativa per il gatto la vedresti solo se andasse  nel contesto competitivo di un leone.

Cosa succederebbe ad un gatto se andasse nella savana?

E’ probabile che:

  • si farebbe mangiare da qualcuno
  • morirebbe di fame se cercasse di cacciare le prede di un leone.

Nel nostro caso invece agiamo già in un contesto competitivo.

Che ci piaccia o no.

E sopravvalutare le nostre competenze avrà conseguenze.

Non subito ma nel medio lungo termine ci sarà il rischio di conseguenze spiacevoli.

Perchè spiacevoli?

Perché non possiamo cambiare ciò che non vediamo.

Se non vediamo che il nostro livello di competenza non è adeguato non interveniamo per cambiare.

Non vedere e non cambiare hanno due vantaggi immediati:

  • proteggiamo la nostra autostima
  • risparmiamo la fatica di cambiare.

Ma hanno anche dei costi più o meno “salati” nel medio lungo termine:

  • qualità e quantità di risultati che riusciamo a portare più bassa
  • quantità di stress che dovremo sopportare che sarà più alta.

Questo alla lunga può portare alla messa a repentaglio della sopravvivenza non fisica ma nel mercato del lavoro.

Per concludere.

Sopravvalutare le proprie competenze è pericoloso.

Grosso modo come con per il gatto che si vede leone … l’unica differenza è che il gatto lo scopre dopo poco che non è un leone invece se si sopravvalutano le competenze i danni o mancate opportunità si vedono più nel medio lungo termine.

Si ok però al di là del tuo maestro in India,  Kruger-Dunning l’auto stima i gatti e i leoni andiamo al pratico.

Che fare per ridurre questo rischio?

Molto semplice: mediare la nostra percezione (come noi vediamo noi stessi e le nostre competenze) raccogliendo il punto di vista degli altri (cosi detto “feedback”).

E magari … prima di ascoltare il feedback per i più permalosi può essere utile ripetere il mantra.

Quale mantra?

Ambasciatore non porta pena ;-).

Bene abbiamo di poco superato il nostro minuto.

E’ ora di lasciarci.

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Sarà mio grande piacere rispoderti.

Alla prossima. Mirco.

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