Ego infantile: un “personaggio” interiore pericoloso per la tua crescita benessere e prosperità

Ognuno di noi ha una sorta di “personaggio” interiore, l’Ego infantile,  che se lasciato agire indisturbato può costituire un grosso ostacolo per la propria crescita benessere e prosperità.

Non ti attaccare a ciò che è piacevole e neppure a ciò che è sgradevole. Buddha Condividi il Tweet

Ego infantileSe desideri ottenere maggiori risultati al lavoro e più realizzazione e serenità nella vita è importante:

  • conoscere
  • imparare a gestire

un personaggio del nostro mondo interiore che può diventare un grosso ostacolo per la tua crescita il tuo benessere psicofisico e la tua prosperità economica emotiva e relazionale.

Ego infantile: da dove viene

Se osservi attentamente un bambino piccolo puoi notare diverse caratteristiche.

Alcune potremmo dire “positive”.

Come ad esempio:

  • non arrendersi di fronte agli ostacoli (c.d. tenacia)
  • curiosità
  • uno sguardo al mondo scevro da pregiudizi (“innocente”, “aperto”)
  • entusiasmo
  • “gioiosità”
  • libertà

Altre  potremmo dire “negative”.

Come ad esempio fare i capricci, non volere fare fatica, rinviare le cose spiacevoli, etc.

E’ interessante notare che man mano che il bambino cresce nella persona “adulta” tendono a:

  • scomparire in maggiore o minore misura i tratti “positivi” del bambino piccolo
  • rimanere in maggiore o minore misura tratti “negativi” del bambino piccolo

Quando dico “tendono” sottolineo proprio questo: che accade tendenzialmente.

Quindi non sistematicamente a tutti e in egual misura.

Potremmo dire quindi che, chi più chi meno:

  • perdiamo un po’ di questo “bambino gioioso” (curioso, coraggioso di fronte agli ostacoli, entusiasta, persistente)
  • ci portiamo a spasso questo “bambino pauroso/prigrotto” con caratteristiche “infantili”.

Ego infantile: come riconoscerlo

Quindi quando nel progetto #coltivalacerscita parlo di Ego infantile faccio riferimento a quella parte della mente inconscia che raccoglie:

  • memorie
  • atteggiamenti
  • tratti comportamentali

di natura “infantile” che vengono replicate nella vita adulta.

E quali sono questi tratti o atteggiamenti “tipici” dell’Ego infantile?

Grosso modo sono questi qua:

  • non vuole fare fatica
  • rinvia le cose spiacevoli
  • fa i capricci (non accetta i no)
  • ha paura (emozione dominante)
  • si lamenta
  • ricerca la gratificazione immediata (vuole tutto subito)
  • vuole fare le cosa facili
  • si vendica quando non ottiene ciò che vuole/viene ferito
  • ha fantasie (idealizza i genitori/gli altri la realtà)

Per riassumere e sintetizzare, l’Ego Infantile è ispirato da una semplice principio di vita:

  • ricerca del piacere
  • evitamento della fatica e del disagio.

Questi atteggiamenti tipici dell’Ego infantile sono stati “stereo-tipizzati” nel personaggio “Lucignolo” del libro di Collodi.

L’ego infantile in azione

Nella introduzione di questo articolo ti dicevo che questo “personaggio” del nostro mondo interiore può essere un ostacolo alla nostra crescita, benessere e prosperità.

Questo accade se l’energia psichica di questo personaggio si impossessa a nostra insaputa della nostra “coscienza”.

Ma come tipo gli indemoniati?

Mmmm beh forzando un bel po’ il concetto la puoi mettere così.

Detto in un altro modo: se non vedi che  questo personaggio si aggira nel tuo mondo interiore corri il rischio che influenzi  il tuo modo di guardare alla realtà e – di conseguenza – come agisci nella realtà.

Ecco perché ti dicevo che può bloccare la tua crescita, benessere e prosperità.

Ok ma mi serve un esempio.

Certo subito.

Una cosa su cui insisto molto nel progetto #coltivalacrescita è l’importanza di  sviluppare le tue competenze.

Per sviluppare le tue competenze (specie le così dette soft skills) è necessario fare un po’ di fatica per cambiare alcuni atteggiamenti non adatti e per allenare alcune capacità.

L’Ego Infantile abbiamo visto che non ama fare fatica e per questo motivo trova delle scuse (è bravissimo in questo) per evitare lo sviluppo di nuove competenze e quindi per non fare fatica.

Un altro impatto dell’Ego Infantile lo abbiamo visto negli articoli su due “ingredienti” fondamentali per per la realizzazione di risultati al lavoro e nella vita:

Per cui se vuoi – e se il tuo Ego infantile te lo consente 😉 – puoi dare un’occhiata a questi due articoli.

Se vuoi vedere invece gli effetti dell’Ego infantile altrui sulla tua energia e benessere puoi dare un’occhiata a questo articolo sui vampiri energetici.

Per chiudere questa prima carrellata di esempi passiamo da  Collodi ad un altro profondo conoscitore dell’animo umano: Esopo.

Esopo parla in termini metaforici dell’Ego infantile nella favola della cicala e della formica.

Da bravo “formatore” usa due esempi un po’ esagarati ed evita concetti complicati limitandosi a identificare le caratteristiche “adulte” nella formica e quele “infantili” nella cicala.

La cicala guarda alla realtà con gli occhiali dell’Ego infantile nel senso che è guidata da:

  • la ricerca del piacere
  • evitare la fatica

nel breve termine.

Il “costo” del seguire le preferenze dell’Ego Infantile nel presente si pagano nel futuro.

Il costo di seguire questi vantaggi nel breve termine vengono fatti  pagare alla cicala del futuro, che si trova ad affrontare i rigori dell’inverno senza cibo e riscaldamento.

Lo stesso accade a noi quando seguiamo le preferenze del nostro Ego infantile.

Abbiamo un vantaggio energetico immediato: risparmiamo fatica.

Ma facciamo pagare il costo al nostro “io futuro”.

Un costo che si manifesta in termini di:

  • minori competenze,
  • minore benessere (ad esempio problemucci o problemoni di salute legati ad abitudini improduttive e alla mancanza di voglia di fare la fatica per fare un po’ di movimento, dire no a alimenti poco salutari etc.)
  • minore prosperità economica.

Su questo ultimo punto puoi dare un’occhiata all’articolo sul vantaggio competitivo.

Di fatto il “succo” del vantaggio competitivo viene proprio:

  • dall’investire nel presente per raccogliere risultati nel futuro
  • dal dire no a quello che si è sempre fatto per fare ciò che serve
  • dal seguire il principio del valore creato per i clienti anziché quello del piacere (o evitamento della fatica).

E il ragionamento è lo stesso nel caso in cui tu pensi al vantaggio competitivo di:

  • una azienda o professionsita nel mercato dei beni e servizi
  • una persona nel mercato del lavoro.

Ego infantile: come impedirgli di bloccare la nostra crescita benessere e prosperità

Ok allora come faccio a tenere a bada sto marmocchio interiore che nel breve mi sta molto “simpatico” ma nel medio lungo assai “antipatico”?

Be intanto abbiamo fatto il primo passo che è portare a conoscenza la sua esistenza ed i suoi tratti principali.

Poi abbiamo fatto il secondo passo: abbiamo iniziato a vedere  le conseguenze negative di lasciarlo agire indisturbato.

Dico “iniziato a vedere” perché ho intenzione di scrivere altri articoli nei quali approfondire i diversi tratti dell’Ego infantile e come minacciano la tua crescita benessere e prosperità.

Ma già abbiamo alcune buone motivazioni per intervenire.

O meglio ancora abbiamo buone motivazioni per fare in modo che non sia “lui” a guidare la nostra vita.

Perché – come abbiamo visto in questo articolo sul mesitere del leader – far guidare all’Ego Infantile la nostra vita ci porta a far morire (più o meno lentamente) la nosta azienda,  professione e … anima.

Il terzo passo è accettare che c’è.

Un errore che ho fatto quando ho cominciato a mettere a fuoco questo “personaggio” interiore è stato di volermene liberare.

Ho capito poi col tempo che era proprio il mio ego infantile che – molto furbo – cercava di distrarmi ingaggiandomi in una missione impossibile.

L’ego infantile infatti non si può eliminare. E’ una parte di noi che non puoi “recidere”.

Va quindi accettata.

Ok e quindi non faccio niente?

No, una volta visto che c’è e accettato che c’è (cioè eviti di resistere alla sua esistenza) puoi fare l’ultimo passo.

L’ultimo passo nella gestione dell’Ego Infantile

L’ultimo passo è  prendere atto che sei tu e non lui a guidare la tua vita.

Sei tu il leader, il capitano della tua anima e non lui.

Ok ma al di la delle frasi poetiche che faccio?

Per rispondere a questa domanda ti racconto un piccolo aneddoto.

Lo stesso aneddoto e analogia che:

  • condivido in aula quando ragioniamo dal vivo su come gestire questo personaggio
  • ho condiviso – assieme a tanti altri cotenuti esclusivi – nella guida gratuita per gli iscritti alla newsletter del Blog.

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Conclusione e domanda per te

Io sono il padrone del mio destino. Io sono il capitano della mia anima. E. Henley Condividi il Tweet

Ok torniamo all’enaddoto e analogia.

Ricordo ancora adesso, l’unica volta che ho usato le maniere forti con mia figlia.

Al tempo vivevamo a Londra.

Un giorno eravamo  fermi al semaforo e Ilaria vide un suo amichetto dall’altra parte della strada e si lanciò verso di lui senza guardare al colore rosso del semaforo.

Con una reazione istintiva le diedi uno strattone per riportarla verso di me.

Allora la domanda retorica è:

se sei a spasso con un bambino tra i 3 e 4 anni chi decide quando attraversare la strada?

Tu (la tua parte adulta) o il bambino?

E chi decide se continuare sulla stessa strada o se cambiare rotta verso un destino di crescita di benessere e prosperità?

Una strada dove portando cambiamenti positivi la tua vita puoi fare la differenza.

Per te e le persone che ti stanno intorno.

Chi è meglio prenda la decisione?

Tu o il tuo Ego infantile?

Detto in altro modo.

L’ego infantile – se tu lo potessi tirare fuori dal tuo “bagagliaio intrapsichico” – è l’equivalente di un bambino tra i 3 e i 4 anni.

La domanda è:

“siamo sicuri che sia la persona più adatta per guidare le scelte importanti della tua vita?”

Quelle scelte che dovrebbe prendere il leader della “te stesso spa”?

Scelte che incidono sulla tua crescita, sul tuo benessere e le possibilità di prosperità futura.

Le scelte che determinano il tuo destino.

Se la risposta è “no” la prossima volta che ti accorgi che sta per decidere al posto tuo … digli di no.

Alla fine la vita è semplice.

Puoi:

  • dire si al tuo Ego Infantile (e al piacere immediato o all’evitamento immediato)
  • e dire no alla tua crescita benessere e prosperità nel mdio lungo termine.

Oppure, puoi:

  • dire no al tuo Ego Infantile (e al piacere immediato o all’evitamento immediato)
  • e dire si alla tua crescita benessere e prosperità nel mdio lungo termine.

Bene siamo giunti alla fine di questo articolo.

Se hai dubbi domande o considerazioni scrivile nello spazio dei commenti e sarà mio grosso piacere rispodnerti.

Se l’articolo ti è piaciuto e ti va di condividerlo usando i pulsanitini social colorati ti sarò molto grato.

Per scriverlo ho detto no al mio Ego infantile che voleva investire le 4 ore di questo post in altro modo ;-).

Se vuoi andare più a fondo nelle strategie di gestione dell’Ego infantile e in generale vuoi progettare una vita con più risultati al lavoro e più realizzazione e serenità nella vita ti consiglio questi corsi online:

  • Meditraining® (per sviluppare consapevolezza interiore, accettazione e gratitudine e ridurre turbolenza mentale)
  • Mental Training (per progettare la vita che desideri e allineare gli schemi mentali che ti stanno ostacolando)
  • Cambiare abitudini (per allineare le tue abitudini alla vita che desideri)

E in ogni caso ora ti saluto e ti faccio un grosso in bocca al lupo per la tua crescita, benessere e prosperità.

Alla prossima. Mirco

Immagini: google images