Come sviluppare fiducia in sé stessi

In questo articolo ti parlo di un tratto che contraddistingue gli imprenditori e – in generale – le persone di successo che è la fiducia in sé stessi.

“L'esperienza ti dice cosa fare; la fiducia ti permette di farlo.” S. Smith Condividi il Tweet

fiducia in se stessi

In particolare, da qui alla fine:

  • scoprirai quali sono le 7 “C”, cioè gli “ingredienti” che aiutano a sviluppare la fiducia in sé stessi e la confidenza.
  • ti fornirò uno strumento gratuito per cominciare ad allenare questi 7 ingredienti

Come sempre per gli articoli di questa serie – potrai scegliere se continuare a leggere o guardarti il video.

OK, ciò detto … Iniziamo.

Chiarezza

La prima delle 7 “C” è la “C” di chiarezza.

Chiarezza soprattutto della visione del futuro che, come ho detto nell’articolo in cui ne parlo in maniera specifica, è coerente con:

  • i propri perché,
  • la missione aziendale o personale,
  • i propri bisogni, valori e passioni.

Questo è il primo ingrediente perché fa da fondamenta per gli altri che seguono.

Infatti se abbiamo il primo ingrediente, cioè la chiarezza della visione del futuro e di quello che c’è attorno, allora è più facile lavorare sul secondo ingrediente.

Se – una volta terminato questo articolo – vuoi approfondire questo argomento puoi leggere l’articolo al riguardo.

Qui invece passiamo al secondo ingrediente.

Consapevolezza

Il secondo ingrediente è la consapevolezza.

Bisogna avere consapevolezza dei nostri punti di forza e dei nostri punti di debolezza.

Una volta che ho chiarito cosa voglio che ci sia nel futuro che adesso non c’è, quindi la “C” di chiarezza, mi chiedo:

  • “quali sono i miei punti di forza che mi aiutano ad arrivare là?”
  • “quali sono i punti di debolezza che invece mi potrebbero in qualche modo frenare?”

Quando parlo di punti di forza e di debolezza mi riferisco a quelle che in un altro articolo abbiamo chiamato dimensioni del Sé.

Una volta che hai sviluppato consapevolezza sui tuoi punti di forza e debolezza entrano in gioco la terza e la quarta “C”:

  • commitment
  • coraggio

Commitment

Per commitment si intende un forte impegno, una forte motivazione a sostenere la fatica del cambiamento.

Cambiamento???

Beh cambiamento di quelle dimensioni del Sé che – se desideri raggiungere quel futuro su cui hai fatto chiarezza – ti remano contro.

Sapere che hai dei punti di debolezza e non farci nulla non serve a gran chè.

Intervenire o “lavorare” – come dico con i miei studenti avanzati di Cambia Marcia – sulle dimensioni di te significa di fatto cambiare.

Cambiare alcune parti del tuo ambiente delle tue abitudini delle tue competenze e altre dimensioni del Sé.

Come vedi – quindi – questo ingrediente si “appoggia” e allo stesso tempo consente di trarre beneficio dagli ingredienti precedenti.

Si appoggia??!?!?

Nel senso che senza i primi due ingredienti non puoi avere questo.

Infatti, se ho:

  • la chiarezza di dove voglio arrivare
  • e la consapevolezza di che cosa è necessario cambiare per arrivarci,

è più facile sviluppare il commitment, la motivazione, l’impegno a fare la fatica necessaria a cambiare.

Allo stesso tempo: posso avere tutta la chiarezza e consapevolezza del mondo ma se non mi impegno, se non sono disponibile a fare la fatica di cambiare (abitudini, ambiente e le altre dimensioni del Sé) sarà difficile realizzare il successo desiderato.

Se sviluppi questo ingrediente apri la strada al prossimo.

Coraggio

Il coraggio è importante perché i cambiamenti delle volte, oltre a creare disagio ed un po’ di fatica, possono creare paura.

Ti faccio un esempio rapido.

Nella mia visione del futuro di circa 25 anni fa, c’era un mestiere molto diverso da quello che stavo facendo all’epoca.

Quindi ho dovuto fare diversi cambiamenti.

In primis cambiare lavoro e poi sviluppare le competenze necessarie per svolgere al meglio il nuovo “mestiere”.

Un mestiere che necessitava di forti competenze di:

Per questo ho deciso di lasciare il lavoro di manager in una banca italiana per trasferirmi a Londra.

Ti posso garantire che davanti a questi cambiamenti dentro di me c’era una buona dose di paura.

Per questo ho dovuto sviluppare l’antidoto: dosi forti di coraggio.

Per coraggio intendo fare ciò che è necessario fare nonostante la paura.

E il modo più semplice per sviluppare questo antidoto alla paura è ancorarsi alla propria visione del futuro.

Ecco perché per costruire fiducia in se stessi partiamo dalla chiarezza di cosa vuoi che ci sia nel tuo futuro.

E’ stato ciò a consentirmi di mantenere la forza propulsiva verso il cambiamento.

Altrimenti, molto probabilmente, mi sarei arenato, come è successo tutte le altre volte in cui non ho seguito esattamente i passi che ti sto raccontando.

Costanza

“La fiducia in se stessi viene da ore, giorni, settimane e anni di costante lavoro e dedizione.”– R. Staubach Condividi il Tweet

A questo punto entra in gioco la costanza.

Se abbiamo fatto un buon lavoro a monte, cioè ci siamo costruiti quel commitment, quella motivazione agganciata alla visione del futuro, è più facile rimanere costanti e non perdere di vista l’obiettivo.

E soprattutto è più facile dire di no a quel personaggio, che se mi conosci sai che ne parlo spesso, che è l’Ego Infantile.

Il personaggio del mondo interiore che quando comincia a vedere che:

  • la fatica bisogna continuare a farla,
  • ma i risultati subito non arrivano,

ti tira per la giacchetta e ti dice “dai torniamo indietro che si stava meglio quando si stava peggio“.

Per cui,

  • il coraggio è iniziare cambiamenti nonostante la paura
  • la costanza è continuare a portare avanti i cambiamenti che ho stabilito, nonostante l’Ego Infantile che mi tira per la giacchetta.

Per continuare sulla rotta tracciata nonostante le resistenze del nostro “marmocchio interiore” occorre aver costruito le “munizioni” a monte che abbiamo visto fino ad ora:

  • coraggio
  • commitment
  • consapevolezza
  • chiarezza

Ora dovrebbe essere un po’ più chiaro il motivo per cui spesso non riusciamo a portare a termine i cambiamenti che ci siamo riproposti o che abbiamo iniziato.

Il motivo è che non abbiamo costruito delle solide basi su cui appoggiare gli sforzi e gli impegni di cambiamento.

Competenza

Quando ci sono le “C” di chiarezza, consapevolezza, commitment, coraggio e costanza, arriva la competenza, arriva la capacità, la maestria, arriva sostanzialmente quella fase in cui il cambiamento che abbiamo attivato diventa parte di noi.

Confidenza

Infine, la competenza porta alla confidenza, l’ultima “C”, cioè la fiducia in sé stessi.

Quindi la fiducia in sé stessi, la confidenza nei nostri mezzi, viene da questo percorso, dall’aver affrontato con successo dei piccoli grandi cambiamenti … nonostante.

Nonostante le resistenze e le paure iniziali.

Inoltre parlo di piccoli grandi cambiamenti perché ti consiglio di iniziare con l’approccio ad impatto complessità crescente.

Ciò significa semplicemente che anziché partire in quarta con grandi cambiamenti, che probabilmente creano anche grandi risultati, il consiglio è quello di iniziare a piccoli passi, così, come dico io in maniera metaforica, non svegliamo l’Ego Infantile.

In questo modo è più facile portare a termine il cambiamento e, portare a termine il cambiamento, ci aiuta a sviluppare competenze, che a loro volta sviluppano confidenza.

E quella confidenza, quella fiducia in sè stessi, la possiamo utilizzare come benzina per cominciare il cambiamento successivo.

Questo è l’approccio ad impatto complessità crescente, cioè si fanno cambiamenti piccolini che portano una piccola dose di fiducia in sé stessi, che puoi utilizzare per il cambiamento, un po’ più cicciotto, successivo.

Poi impatto complessità crescente significa anche che se trovi un cambiamento piccolo, che ti porta tanti risultati, ovviamente parti con quello.

Questo perché è la dimensione del cambiamento che fa la differenza, più piccolo è il cambiamento, più facile è gestirlo.

E’ anche vero che più piccolo è il cambiamento, più piccolo è l’aumento della fiducia in sé stessi, ma è meglio avere dei piccoli incrementi di fiducia in sé stessi, piuttosto che iniziare grandi cambiamenti e poi mollare.

Perché se molli ottieni l’effetto contrario: aumenta la sfiducia in te stesso.

Conclusione

Quindi queste sono le 7 “C”.

Come vedi sono un po’ a matrioska.

Il punto di partenza sono la chiarezza e la consapevolezza.

Se vuoi approfondire questi due “ingredienti” puoi – se non già fatto – dare un’occhiata ai due articoli che ti ho menzionato sopra.

Se invece vuoi scoprire quale è l’”asso nella manica” grazie al quale avere: più risultati nel lavoro e più serenità e realizzazione nella vita puoi usare il video corso gratuito per gli iscritti al Blog.

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Spero che l’articolo ti sia piaciuto.

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In ogni caso … un grosso in bocca al lupo per la tua crescita benessere e prosperità e … alla prossima.

Mirco

Immagini Unsplash

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