Mission aziendale + 3 ingredienti su cui fare chiarezza per il successo

Che si tratti di successo aziendale personale o professionale: vediamo come chiarire la mission – aziendale e non – e gli altri ingredienti fondamentali.

“La chiarezza è potere. Più hai chiaro cosa vuoi e più è probabile che tu la ottenga” B. Cox Condividi il Tweet

mission aziendale

C’è un tratto “fondamentale” che hanno in comune le persone di successo: la chiarezza.

Uso il termine “fondamentale” proprio nel senso di fungere da fondamenta, da basamento e pilastro su cui appoggiare gli altri ingredienti del successo.

Un’altra precisazione.

Sullo sfondo dei ragionamenti che ti propongo tengo in primo piano l’ambito aziendale: in questo caso – ad esempio – la mission aziendale, ma mi preme ricordare che gli spunti di riflessione che seguono hanno una utilità “trasversale”.

Con “trasversale” intendo che sviluppare la chiarezza di cui stiamo per parlare può:

  • fare la differenza,
  • portare maggiore crescita, benessere e prosperità

non solo agli imprenditori in senso stretto ma a chiunque.

Ok, fatte queste dovute premesse partiamo e – come sempre per gli articoli di questa serie – se vuoi puoi guardare il video qui sotto.

Il primo ingrediente su cui fare chiarezza: Lo scopo

La prima cosa sulla quale fare chiarezza è lo scopo.

Lo scopo è il motore che ti spinge a portare avanti le attività che svolgi o che dovrai svolgere.

Nonostante sia molto importante, molte volte non si indaga abbastanza su questa spinta di fondo.

Le spinte di fondo variano da persona a persona.

Infatti ciò che può essere potente e motivante per una persona, può non esserlo per altre persone.

Per questo è importante capire se le proprie spinte possono essere una molla oltre che per se anche per altri.

Vediamo meglio questo punto facendo un esempio.

Una spinta abbastanza potente inizialmente, ma che potrebbe non esserlo una volta che il tuo business cresce, è fare i soldi.

E perché mai “fare i soldi” potrebbe essere uno scopo poco adatto per un business e in generale per una persona? Che ce l’hai coi soldi? Non sarai mica di quelli che vedono il denaro come brutto sporco e cattivo?

No.

Non è che ce l’ho con i soldi.

I soldi sono belli, i soldi non sono cattivi.

Il punto però è che se a un certo punto la tua idea di business cresce, coagulare attorno a questa idea altre persone è più difficile.

Mmmm perché più difficile?

Non credere me: fai una prova mentale.

Se vuoi portare a bordo delle persone a darti una mano e una energia extra al tuo progetto cosa succede se dici loro:

“datemi una mano dai che voglio portare avanti questo business, così .. io faccio più soldi”.

OK … e quindi quali sono scopi più “potenti”?

Quelli che sono legati a migliorare:

  • la vita degli altri (incluse le persone che vuoi portare a bordo del tuo progetto)
  • questo pianeta che gentilmente ci ospita

Ok ma mi puoi fare un esempio di come applicare questo concetto a chi non ha una azienda?

Certamente.

Proprio l’altro giorno ho fatto un coaching e alla mia domanda:

“qual è lo scopo che ti spinge a lasciare il lavoro attuale e cercare questo nuovo lavoro?”,

la risposta è stata:

“lo faccio perché in quello attuale ho meno sicurezza, invece ho bisogno di un lavoro sicuro perché al momento non ho sicurezza economica”.

Ora è chiaro che se tu non hai sicurezza economica io non ti posso dire “eh vabbé cosa vuoi che sia se non arrivi a fine mese”.

Il problema è che questo come scopo è una palla al piede.

Palla al piede?

Si perché è focalizzato su di te, su un bisogno egocentrato e non sul creare valore per il cliente.

In questo caso il bisogno egocentrato è quello di sicurezza.

Un bisogno egocentrato ha meno potenziale di motivarti a creare valore per gli altri e quindi non ti da una marcia in più.

Per cui questo è il primo elemento su cui portare consapevolezza, lo scopo.

E’ necessario chiarire lo scopo che c’è dietro ai tuoi sforzi e capire se è uno scopo abbastanza “potente”.

Il secondo ingrediente su cui fare chiarezza: mission aziendale

“La chiarezza consente la focalizzazione” T. Leonard Condividi il Tweet

Il secondo aspetto su cui fare chiarezza è la cosiddetta mission aziendale.

Per chiarire la mission aziendale bisogna rispondere a tre domande:

  • Cosa: Che problemi risolvi?
  • Per chi: Quali sono i tuoi clienti?
  • Perché: … dovrebbero scegliere te? In cosa ti distingui dalla concorrenza?

Attenzione, anche in questo caso è importante stare in allerta rispetto alle trappole dell’egocentrismo.

Quali trappole?

Ad esempio il “trappolone” del focus sul prodotto o – se pensiamo al successo di un professionista o lavoratore dipendente – all’attività che si svolge.

Infatti, come abbiamo visto in questo articolo, guardare:

  • al prodotto per una azienda
  • alle attività (per professionisti e dipendenti)

non aiuta ad avere vantaggio competitivo, anzi lo distrugge.

Mentre una buona mission aziendale professionale o personale è quella dove c’è chiarezza e focalizzazione sul problema e sul bisogno del cliente che si serve.

Se si vuole avere successo l’orientamento non deve essere al “mio” prodotto, o alle attività che io svolgo.

L’orientamento, o se vuoi … l’ossessione, deve essere al problema al bisogno del cliente che voglio risolvere con il prodotto o le attività che svolgo.

Per questo la prima domanda da porsi è rivolta ai problemi ed ai bisogni.

Per cui chiarire la mission aziendale significa chiedersi: “a chi mi rivolgo principalmente? Chi sono i clienti? Qual è il target principale e che problemi hanno? Che bisogni hanno?”

Poi, siccome dovrò dare a questi clienti un perché venire da me piuttosto che andare a qualcun altro, dovrò chiarire i miei punti di forza per dare risposta a quel problema.

Questi concetti si possono applicare sia ad un business in senso stretto, sia ad un ruolo specifico.

Di fatto, in passato nelle multinazionali, facevo il così detto coaching di empowerment di ruolo proprio attraverso questo esercizio.

Per cui facevo chiarire ai manager che accompagnavo:

  • quali erano i clienti prioritari nel loro contesto aziendale,
  • quale era il valore aggiunto che si poteva dare loro,
  • quali erano i punti di forza nel soddisfare i loro bisogni, nel risolvere problemi.

Poi in quel caso, questo lavoro di chiarezza portava a creare valore e apprezzamento per la persona.

Invece, quando si fa chiarezza sulla mission aziendale, aumenta il vantaggio competitivo e si ottiene il “premium price” o “apprezzamento” di cui abbiamo parlato in questo articolo.

Quindi per una buona mission aziendale è importante guardare ai due mondi:

  • quello esteriore
  • e – come vedremo tra poco – quello interiore.

Quando dico di guardare al mondo esteriore intendo prestare attenzione ai clienti, a cosa vogliono e a quali sono i loro problemi, piuttosto che guardare dentro.

Perché l’errore che si può fare, io l’ho fatto diverse volte, è essere un po’ troppo incentrati, focalizzati sui nostri prodotti e sulle cose che piacciono a noi, che però, ad esempio, potrebbero non essere rilevanti per gli altri.

Il terzo ingrediente su cui fare chiarezza: Bisogni, Valori e Passioni

“Più conosci te stesso, più chiarezza c'è. La conoscenza di sé non ha fine: non arrivi a un risultato, non arrivi a una conclusione. È un fiume infinito.” J. Krishnamurti Condividi il Tweet

È importante guardare fuori, come dicevo, ma anche guardare dentro al proprio mondo interiore.

E perché mai?

Perché cercare di soddisfare i bisogni altrui andando contro i propri valori o cercare di soddisfare bisogni altrui andando contro le proprie passioni è controproducente.

Per cui la chiarezza deve essere sia sul fuori, quindi sulla mission aziendale, che sul dentro, quindi sui propri bisogni, valori e passioni.

Da qui un dilemma: “vengono prima i bisogni e le passioni che sono dentro di noi, oppure viene prima a guardare fuori?”.

Di fatto è indifferente, la cosa importante è di farli collimare, occorre farli allineare, rendere il tutto il più possibile coerente.

Il quarto ingrediente su cui fare chiarezza: Visione di medio/lungo termine

“Una visione chiara, supportata da un piano definito, ti da un enorme sensazione di confidenza e potere personale” B. Tracy Condividi il Tweet

L’ultimo ingrediente su cui bisogna fare chiarezza è la visione a medio/lungo termine del tuo futuro.

La visione è la proiezione nel futuro e di quello che ci sarà fra tre o cinque anni che realizza la mission aziendale messa a fuoco prima, in maniera coerente coi tuoi bisogni valori e passioni.

Per cui la visione deve essere coerente da un lato con la mission aziendale e dall’altro con i propri bisogni, valori e passioni.

Mi fai un esempio di cosa vuole dire aver una visione coerente con i propri bisogni valori e passioni?

Ti faccio due esempi autobiografici: il primo banale il secondo … un po’ meno.

Esempio banale

Se il bisogno che ho adesso è quello della fame, la visione che ho del futuro tra 20-30 minuti è quella di chapati e curry, (al momento in cui ho registrato il video ero in India).

Usando il modo di pensare che ti sto proponendo, quello:

  • che ci sarà nel futuro dentro la mia pancia che adesso non c’è
  • che trovo a disposizione nell’ambiente esterno
  • e che soddisfa al meglio il mio bisogno

è … chapati con curry.

Esempio un po’ meno banale.

La visione che ho costruito tre anni fa, quando ho capito che il mio lavoro di consulente con le multinazionali non era del tutto allineato con bisogni, valori e passioni, un pochino più evoluti del bisogno di mangiare 😉, è stata: 

fra tre anni porterò avanti la mia mission aziendale di fornire strumenti per lo sviluppo professionale del potenziale, non più per i manager di aziende multinazionali, ma agli imprenditori in senso stretto e in senso lato”.

Riassunto e conclusione

Facciamo un riassunto di quanto detto.

Ci sono degli ingredienti fondamentali su cui è importante fare chiarezza.

Se non fai chiarezza su questi ingredienti, ne risente il business, in termini di vantaggio competitivo e quindi di profitto, oppure ne risente l’efficacia del tuo ruolo.

Per fare chiarezza il punto da cui partire è la chiarezza sullo scopo.

Per cui bisogna chiedersi: “Ho ben chiaro quel è il mio scopo?” Se sì, “è uno scopo abbastanza potente?”.

Poi si passa ad analizzare quali sono i tuoi clienti ideali.

Quando mi sono fatto questa domanda 3-4 anni fa, ho scoperto che il cliente che avevo servito per tanto tempo, non era il mio cliente ideale.

Questo perché un mio bisogno molto forte è di vedere i risultati che si creano in base a al mio lavoro.

Quando lavoravo nelle multinazionali, questo mio bisogno molto forte non trovava soddisfazione, perché dopo aver fatto il corso, perdevo visibilità di quello che accadeva.

Mentre adesso, che lavoro con persone che mettono i loro soldini e fanno dei percorsi, alla fine è più facile per me vedere i risultati che queste persone hanno ottenuto investendo sugli strumenti su cui ho lavorato, in termini di ricerca e sviluppo, durante questi 20 anni.

Un altro punto su cui fare chiarezza sono i problemi dei tuoi clienti ed i vantaggi in più che offri loro, rispetto agli altri.

Inoltre, bisogna mettere a fuoco i propri bisogni, valori e passioni, in modo da rendere coerente la proposta di valore che fai nel mercato al tuo mondo interiore.

Infine occorre:

  • chiarire la visione del futuro che ti consente di realizzare la mission aziendale
  • e verificare che sia coerente con i tuoi bisogni, valori e passioni.

Bene io ho terminato.

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In ogni caso … un grosso in bocca al lupo per la tua crescita benessere e prosperità e … alla prossima.

Mirco

Immagini Unsplash

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