Smettere di procrastinare è facile se sai gestire il tuo Ego Infantile

In questo articolo (o se preferisci c’è anche il video) rispondo ad una domanda che riguarda come smettere di procrastinare.

Tu puoi rimandare, ma il tempo non lo farà. - B. Franklin Condividi il Tweet

smettere di procrastinareLa persona che pone la domanda sostiene di avere talento ma di non avere raggiunto i risultati che si aspettava nella vita a causa della sua tendenza a rimandare le cose e a non impegnarsi al massimo, che le provoca anche un senso di colpa.

Questa è una domanda molto interessante.

Mi offre lo spunto di tornare a parlare di procrastinazione,  di cui avevo già dato qualche dritta in un altro articolo.

In questo articolo (o video se preferisci) andremo a scoprire la così detta “causa radice”. Prima di farlo però voglio prednermi due minuti per parlare di un altro tema che mi sta molto a cuore: il talento.

Nei corsi e percorsi che tengo dal vivo e online insisto molto su questo punto: il talento è sopravvalutato!

Non solo: il talento è spesso anche una trappola o una scusa.

Perché dici che il talento è sopravvalutato?

Perché è vero che può aiutare nell’avere successo nella vita, ma ci sono tanti altri fattori altrettanto importanti.

Perché dici che il talento è una trappola o una scusa?

Il talento è una trappola perché quando ci si affida solamente al talento e non si coltivano altri fattori importanti si rischia grosso.

Viceversa il talento è una scusa per molti che dicono “Ah io vorrei… potrei… mi piacerebbe fare… ma non ho talento”.

Non è vero, ognuno di noi ha i propri talenti.

Potrei citarti tutti gli studi che ho fatto in questi 20 anni sul fatto che il talento non è un fattore critico di successo, ma non mi dilungo.

Il punto è che la prova stessa che il talento non è condizione necessaria e sufficiente per avere successo nella vita ce la fornisce la persona che ha posto la domanda.

Infatti dice che ha talento e non sta avendo successo.

Purtroppo è in buona compagnia:  ci sono tantissime persone che hanno talento e ahimè non hanno successo.

Vediamo quindi il prossimo punto.

Ma allora se il successo non dipende dal talento, da che cosa dipende?

Il successo nella vita dipende da tanti fattori: dall’impegno, dalla disciplina, dalla costanza… ma il punto di partenza è la consapevolezza.

Che cosa intendi per consapevolezza?

Per consapevolezza intendo vedere chiaramente che cosa accade nel mondo esteriore e che cosa accade nel mondo interiore.

Per spiegare meglio questo punto ti racconto una storia.

Undici anni fa pesavo 98 kg (considera che adesso peso 82 kg), me ne stavo bello comodo sul divano con una birretta da una parte e anacardi dall’altra e mi ricordo come se fosse adesso che una parte di me diceva “bisognerebbe che andassi a fare un po’ di attività fisica, non mi fa bene stare qui piantato sul divano bla bla bla”.

E però continuavo a stare lì bello piantato sul divano.

Lì ho iniziato a vedere… a vedere cosa, a vedere che dentro di noi c’è un bambino di tre anni, tre anni e mezzo che pesa 220 kg (di solito lo rappresento con la fotografia di un lottatore di sumo e con la faccina di un bambino piccolo capriccioso…), questo bambinetto io lo chiamo Ego Infantile.  

Lo chiamo Ego Infantile proprio perché ha tutte le caratteristiche “ negative” dei bambini piccoli.

E’ vero, i bambini piccoli hanno tante caratteristiche positive tipo curiosità, persistenza, creatività, ma hanno – di contro – anche caratteristiche negative tipo: vogliono evitare il disagio, vogliono evitare la fatica, l’emozione dominate è la paura (paura del buio, paura delle cose nuove…), ecc.

Se vuoi più avanti ti darò degli spunti di approfondimento, per ora ti interessa capire che questi tratti sono quelli che caratterizzano questo nostro personaggio del mondo interiore.

Quindi il primo passaggio è vedere che c’è questo personaggio che si chiama ego infantile.

Il secondo passaggio è vedere che noi non siamo un monolite unico.

Questo è un errore che ho commesso anch’io, non vedendo chiaramente come stavano le cose, prima di scoprire che siamo fatti di parti.

Allora non aiuta dire “io sono svogliato/a” perchè non è una descrizione accurata della realtà, non descrive chiaramente quello che succede.

Quello che succede è che tu puoi essere una persona che ha un potenziale, che vorrebbe fare delle cose in base ai propri bisogni, valori e passioni, ma c’è una parte di te che è svogliata e che si chiama Ego Infantile.

Questa parte di noi può fare più o meno bene il suo mestiere, che è quello di farci rimanere nella nostra zona di comfort, dove non facciamo fatica, dove resistiamo ai cambiamenti e al disagio di fare le cose che è necessario fare per ottenere il successo.

Allora anche se l’Ego Infantile cerca di fare il suo mestiere, noi dovremo fare il nostro mestiere più importante.

Il nostro mestiere più importante è quello di Amministratore Delegato della Me Stesso S.p.A.,  o se preferisci di capitano della nostra anima,  o di architetto della nostra vita.  

Il primo compito di questo mestiere è vedere quando entra in gioco l’Ego Infantile.

 E poi cosa si fa?

Ora qui ti racconto un altro aneddoto. 

L’unica volta che ho usato le maniere forti con mia figlia Ilaria. Eravamo a Londra dove vivevo all’epoca. Eravamo fermi al semaforo e dall’altra parte della strada vede un suo amichetto, allora nell’entusiasmo fa per attraversare e io con un riflesso la strattono, la tiro indietro, perché altrimenti stava per essere investita da una macchina.

Allora la domanda è: se tu sei al semaforo con un bambino di 3-4 anni, chi è che decide quando attraversare la strada, tu o questo bambino piccolo?

La domanda è retorica perché la risposta è molto chiara.

Tu non lasceresti mai decidere un bambino di 3-4 anni quando attraversare la strada.

Nella vita accade la stessa cosa: l’Amministratore Delegato della Me Stesso Spa si prende la responsabilità delle decisioni.

Vede (ecco la consapevolezza di cui parlavo prima) che c’è una parte che dice “non ho voglia”  e tira fuori scuse per non fare quello che occorre fare.

Cioè vede l’Ego Infantile in azione che cerca di fare il suo mestiere… e poi fa il suo mestiere, cioè decide di fare ciò che va fatto nonostante i capricci dell’Ego Infantile.

Se vuoi approfondire questi temi ti consiglio di leggere questo articolo che parla di tutte le forme di autosabotaggio, di come spesso si pongono degli ostacoli autogenerati a raggiungere i propri obiettivi e realizzare il proprio successo, quindi oltre alla procrastinazione, c’è il perfezionismo, il non avere obiettivi chiari, ecc.

Qui vedrai che il responsabile è sempre lui, il burattinaio che io chiamo Ego Infantile, e troverai qualche strategia per affrontarlo e così dalla consapevolezza di che cosa c’è nel mondo interiore troverai anche qualche spunto per gestire al meglio questo personaggio.

Se poi vuoi approfondire quali sono i fattori critici di successo per avere successo nel lavoro e nella vita puoi usare il video corso gratuito per gli iscritti al Blog.

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  • Come avere maggiore serenitàgrazie alle soft skills

Bene, per oggi abbiamo terminato.

Spero che il video ti sia piaciuto, magari fammi sapere nei commenti qua sotto.

E, se vuoi, puoi condividere questo contenuto con i tuoi contatti con i pulsantini colorati social che vedi qua sotto.

Alla prossima.

Mirco

Immagini Google images

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