Vantaggio competitivo: la chiave per la tua prosperità economica

Vantaggio competitivo: un concetto nato per le aziende che puoi usare per garantirti successo e sviluppare la tua prosperità nel lavoro [+BONUS gratuito]

Avere vantaggio competitivo è come essere armati di una pistola in una lotta all'arma bianca. Anonimo Condividi il Tweet

vantaggio competitivoQuesto articolo è dedicato ad un ingrediente speciale.

Il “sagro graal” che tanti cercano ed in pochi trovano.

E’ l’ingrediente che può fare la differenza tra avere:

  • crescita, benessere e prosperità personale, professionale e aziendale e
  • stagnazione, stress e crisi: personale, professionale e aziendale.

Di seguito vediamo meglio:

  • cosa è il vantaggio competitivo
  • perché è così importante

E vedremo anche che è importante non solo per le aziende.

Il vantaggio competitivo è importante anche :

  • per un professionista o lavoratore autonomo
  • per un dipendente (impiegato, quadro o dirigente che sia non importa)
  • per un neolaureato.

Quindi a meno che tu non sia prossimo alla pensione ti interessa da molto vicino.

Come “prossimo alla pensione”? Volevi dire in pensione.

No caro.

Sviluppare vantaggio competitivo richiede impegno e fatica.

Non si fa in un giorno.

Se sei vicino alla pensione stringi i denti.

Quello che puoi fare se ti va è segnalare questo strumento a tuo nipote e a tuo  figlio perchè gli potrebbe essere molto utile!

Quindi come dicevo in questo articolo vediamo:

  • cosa è
  • perchè e importante.

Poi – se vorrai – potrai approfondire l’argomento in un corso gratuito in cui rispondo ad alcune domande che ti potrebbero venire in mente:

  • Da dove viene?
  • Come aumentarlo?
  • C’è un’arma segreta che me lo può garantire?

Pronto?

Silenziato il cellulare?

Bene partiamo.

E ricorda: partiremo dal contesto aziendale ma poi passeremo al tuo lavoro.

Cos’è il vantaggio competitivo?

Possiamo chiederlo a Michael Porter che ha coniato questo termine.

Vediamo cosa scrive Michael nel libro omonimo:

 “…il vantaggio competitivo nasce fondamentalmente dal valore che una azienda è in grado di creare per i suoi acquirenti, che fornisca risultati superiori alla spesa sostenuta dall’impresa per crearlo”.

Il valore è quello che i clienti sono disposti a pagare: un valore superiore deriva dall’offrire a prezzi più bassi della concorrenza per vantaggi equivalenti o dal fornire vantaggi unici che controbilancino abbondantemente un prezzo più alto”

Quindi è un “ingrediente speciale”.  

Un ingrediente legato al valore creato per il cliente.

Un ingrediente che detto in soldoni: più ne hai e meglio è.

Infatti ci sono studi e ricerche di tutti i tipi per capire come fare ad acquisirlo e mantenerlo.

Cavoli allora è importante.

Si, infatti sintetizzando Porter, grazie a questo speciale vantaggio:

  • i clienti sono disposti a pagarti un prezzo più alto rispetto ai concorrenti
  • (o quantomeno) i clienti preferiscono te alla concorrenza.

Alla lunga questo fa la differenza tra:

  • crescere e prosperare
  • oppure “vivacchiare”
  • se non addirittura andare in crisi e chiudere i battenti.

Il vantaggio competitivo (e la fatica per svilupparlo) da enormi vantaggi a chi lo possiede.

Una azienda che ha costruito e sostiene nel tempo il proprio vantaggio competitivo:

  • consegue più profitti della concorrenza
  • può fare investimenti
  • e garantisce la sua sopravvivenza e prosperità e quella dei suoi dipendenti e fornitori.

E tutto questo nonostante l’ostilità dell’ambiente competitivo.

E un’azienda che non costruisce un vantaggio competitivo sostenibile nel tempo?

Vivacchia per un pò e col tempo non sopravvive nell’ambiente competitivo sempre più ostile.

O se vuoi per essere ancora più chiaro e a costo di essere un po’ cruento:

una aziende che non ha o perde il proprio vantaggio competitivo muore.

Chiedi a Blockbuster o a Kodak o a uno dei tuoi amici che è rimasto senza lavoro.

Ahh capperi mi dispiace per queste aziende, o lavoratori autonomi o liberi professionisti ma io non ho clienti per cui torno a lavorare.

Nooo aspetta non ho finito.

Abbiamo tutti dei clienti.

Mmmm non solo antipatico ma anche strano sto “ragazzo”.

Beh per me è un complimento.

E se posso anche te non sei del tutto normale.

Ahh ti sei offeso?

No affatto.

Anche perchè per me è complimento dirti  che non sei normale.

Se sei ancora qui che leggi non sei normale.

Non sei normale perchè stai investendo il tuo tempo ed energie per sviluppare le tue competenze.

Non è da tutti.

Fidati.

Ma torniamo al vantaggio competitivo ed ai clienti.

Ci sono clienti e … clienti

Certo ci sono innanzitutto i clienti in senso stretto.

Quelli che ti pagano per l’appunto un prezzo per il prodotto o servizi che offri.

Poi che il prezzo sia scritto su uno scontrino o una fattura o una ricevuta fiscale ora non importa.

Ma anche chi non ha clienti in senso stretto può avere un maggiore o minore vantaggio competitivo.

Perchè ha comunque clienti in senso lato.

Cliente infatti è chiunque riceve qualcosa da te: informazioni, un servizio, un prodotto, una prestazione.

Quindi il tuo capo i tuoi colleghi ed i tuoi collaboratori (se ne hai) sono tuoi clienti.

Sono clienti che possono apprezzare o meno quello che ricevono da te.

Quindi anche per i lavoratori dipendenti (dagli impiegati ai dirigenti) si può applicare il concetto di vantaggio competitivo.

Qunidi anche per i lavoratori dipendenti la quantità di  vantaggio competitivo che si costruiscono e mantengono nel tempo determina la loro sopravvivenza, prosperità o “morte”.

L’unica differenza è che la sopravvivenza e prosperità o la morte saranno nel mercato del lavoro anzichè nel mercato dei beni e servizi come per le aziende.

Vediamo meglio.

Come vedere il vantaggio competitivo nel mercato del lavoro

Per chi è lavoratore dipendente o aspirante tale il vantaggio competitivo lo vedi in termini di preferenza e prezzo ne più ne meno che come per aziende e ditte individuali.

L’unica differenza è che il prezzo non sarà un “prezzo” in senso stretto ma  un “apprezzamento”.

Due parole diverse ma che esprimono un concetto simile:

il cliente (esterno o interno che sia) ti preferisce ai tuoi concorrenti.

Come concorrenti?

Io ho dei colleghi non dei concorrenti.

Si certo assolutamente ma dipende come guardi alle cose.

Se guardi al mercato del lavoro hai dei concorrenti.

I tuoi concorrenti sono (puoi saltare quelli che non ti riguardano):  

  • se ricopri un ruolo di professional o di management –> i colleghi con buone competenze tecniche ed eccellenti soft skills per i ruoli di complessità medio alta 
  • se sei un neo laureato –> i neo laureati che vogliono lo stesso posto che vuoi tu 
  • se sei un over 50 impiegato in processi aziendali non strategici –>i neo laureati che costano meno di te 
  • se ricopri un ruolo a bassa complessità: la tecnologia .

E cosa succede nei diversi casi?

Lo vediamo subito (puoi saltare quelli che non ti riguardano).

Caso 1: sei un professional o manager interessato alla promozione o all’aumento.

Se hai un vantaggio competitivo e vuoi la promozione o l’aumento ottieni tu la promozione o l’aumento.

Se non hai questo vantaggio i tuoi “concorrenti” avranno la meglio.

Caso 2: sei un neo laureato e competi per un posto di lavoro

Se hai un vantaggio competitivo e vuoi quel posto di lavoro, il lavoro lo ottieni tu.

Se non hai questo vantaggio i tuoi “competitor” avranno la meglio.

E tu ti attacchi al tram e torni a spedire curriculum.

E dici comprensibilmente le parolacce perché cominci a capire che:

  • aver imparato a studiare
  • o a leggere più velocemente

non ti da un grosso vantaggio.

Perchè no?

Perché le aziende – a parte qualche rara eccezione – non cercano le conoscenze ma le competenze trasversali (in inglese soft skills).

Caso 3: sei un over 50 (e tra poco varrà per gli over 40)

In caso di mobilità, ristrutturazioni aziendali (sempre più frequenti) se tu hai un vantaggio altri saranno destinati a perdere i posto di lavoro.

Se non hai questo vantaggio i tuoi “competitor” avranno la meglio.

E questo significa che:

  • l’azienda darà la preferenza a loro
  • e sarai tu a perdere il posto di lavoro.

Caso 4: ricopri un ruolo a bassa complessità.

Le aziende  per rimanere competitive nel mercato dei beni e dei servizi cercano di:

  • abbassare il costo del lavoro
  • ottimizzare le performance.

Per cui le persone che sono sostituibili da una tecnologia vengono sostituite (fonte).

I ruoli a bassa complessità sono quelli dove servono limitate competenze tecniche e soprattutto poche competenze trasversali.

In questi casi se hai un vantaggio competitivo la tua azienda preferirà te alla tecnologia.

Se non hai un vantaggio competitivo la tua azienda preferirà la tecnologia a te.

E te andrai a fare compagnia a quelli del caso 3.

Poi andrete tutti (tu del caso 4 e del caso 3) nel mercato del lavoro a cercare un nuovo posto di lavoro.

E in questo caso cosa succede?

Per capire cosa succede a te e a quelli del caso 3 quando siete in concorrenza con altri per trovare un nuovo lavoro vedi il caso 2.

Quello  che pensavi non ti riguardasse perché non sei neolaureato e al momento il lavoro ce l’hai.

Riassumendo:

  • se sei una azienda o un lavoratore autonomo e non hai vantaggio competitivo prima o poi chiudi i battenti
  • se sei un professional o manager e vuoi crescere e non hai vantaggio competitivo rimani al palo
  • se sei un neolaureato o disoccupato senza vantaggio competitivo il lavoro lo trovano prima gli altri

Diventa quindi interessante capire:

  • come funziona il vantaggio competitivo
  • come aumentarlo.

Ti interessa capire come aumentare il tuo vantaggio rispetto ai competitor?

Ti interessa un destino di crescita, benessere e prosperità?

C’è  un corso gratuito che ti aiuta a capire come funziona il vantaggio competitivo e come aumentarlo.

Anche nel caso del corso gratuito partiamo dal contesto aziendale e poi passiamo ad applicare i principi di fondo al tuo vantaggio competitivo nel lavoro.

Sei troppo preso e “non hai tempo” da dedicare al corso online gratuito?

Per chi ha il problema di avere poco tempo da dedicare alle cose importanti della propria vita ho scritto una guida riservata agli iscritti al Blog.

Conclusioni e saluti

Ok, è ora di salutarci.

Spero che l’articolo ti sia piaciuto. Se hai dubbi domande o cosiderazioni scrivile nei commenti.

Sarà mio grosso piacere leggerli e risponderti.

Se vuoi mostrarmi il tuo apprezzamento per il tempo e le energie che ho investito in questo articolo il modo migliore per farlo è usare i pulsanti social di condivisione che vedi qua sotto.

In ogni caso, in bocca al lupo per la tua crescita, benessere e prosperità.

Alla prossima. Mirco.

Immagini: Google Images