Per vivere bene posso fare solo ciò che mi piace?

Anche tu desideri vivere bene e vivere a pieno la tua vita, ma non sai da dove cominciare? Allora questo articolo fa al caso tuo, leggilo fino in fondo.

“Senza fatica non c’è premio, e senza profondità non c’è anima.” A. Baricco Condividi il Tweet

vivere bene

In questo articolo rispondo ad una domanda molto interessante.

La domanda può essere riassunta in: “Per vivere bene, è giusto investire il proprio tempo solo in ciò che più ci piace e verso cui siamo predisposti?”

Questa domanda lascia spazio a riflessioni molto ricche e di valore, per cui preparati e prendi appunti.

Da qui alla fine:

  • scoprirai se e perché puoi (o non) fare solo ciò che desideri,
  • scoprirai l’ostacolo che spesso non ci permette di vivere bene,
  • ti svelerò un criterio che puoi usare per capire dove e come investire il tuo tempo per vivere la tua vita a pieno,
  • infine, in fondo, ti fornirò un metodo per trovare il lavoro dei tuoi sogni.

Bene ora ti lascio all’articolo.

Se preferisci c’è anche il video.

Cominciamo…

Ego e distinzione tra ciò che piace fare e ciò che è importante

Davanti a questa domanda mi viene in mente una frase di uno dei miei maestri che dice “La confusione offusca la ragione”.

Io aggiungo “e ci fa fare cose stupide”.

Per questo motivo facciamo un po’ di chiarezza.

Sul tema del piacere occorre fare una distinzione tra ciò che piace a te, rispetto a ciò che piace a quella parte del nostro mondo interiore, che se mi conosci sai che chiamo Ego Infantile.

E la differenza quale è?

È che l’Ego Infantile privilegia ciò che dà piacere immediato rispetto a ciò che è importante fare.

Mhh ok.. e cosa è importante fare?

Ciò che è collegato e soddisfa i nostri bisogni, valori e passioni.

Facciamo un esempio per entrare nel tema…

Se hai bisogno di svolgere un’attività:

  • con finalità ricreativa,
  • con la quale mi voglio ricaricare le energie,

è giusto scegliere ciò che aiuta a ricaricarle di più.

Quindi banalmente, tra il lavoro e un po’ di svago, sceglierai lo svago.

E fin qui, scegliere cosa fare è semplice.

Ora facciamo un altro esempio.

Se a me piace giocare a golf (ed io ho la passione del golf), ci sono delle attività collegate al golf che al mio Ego Infantile non piace fare.

Ad esempio, al mio Ego Infantile non piace fare gli esercizi per gli addominali, che invece per il golf sono fondamentali.

Di fatto il golf si basa moltissimo sui muscoli addominali.

Non allenando gli addominali avrei delle prestazioni molto scarse su quella che è una mia passione.

Quindi l’invito che io faccio è:

Sii disposto a fare la fatica necessaria per ciò che è necessario fare, anche quando non ti piace farlo (o meglio, quando non piace al tuo Ego Infantile).

Ok quindi questa è una distinzione.

Andiamo avanti..

Attento al principio del piacere

Continuando con l’esempio del golf, un altro motto che ti lascio è:

Dove c’è esagerazione c’è Ego

Per cui se io giocassi solamente a golf, andrei fuori dalle mie responsabilità di amministratore delegato della Me Stesso S.p.A.

Nel senso che fino a un certo punto quando gioco a golf soddisfo, do energia alla mia anima e mi aiuto a vivere bene.

Quando delle volte mi capita di esagerare, seguo il principio che io chiamo della piacenza.

Questo principio non è costruttivo, perché va contro il principio dell’importanza.

Quindi anche la ricerca del piacere deve seguire un criterio, cioè deve essere coniugata con l’importanza.

Cos’è il principio dell’importanza?

È quel principio che se seguiamo, soddisfa i nostri bisogni valori e passioni, che spesso sono soddisfacibili a medio/lungo termine.

Ad esempio?

Io ho la passione, un forte desiderio che viene della mia anima, di condividere insegnamenti appresi:

  • nelle mie esperienze londinesi o
  • tramite approfondimenti di temi manageriali.

Per farlo ho dovuto imparare a parlare in pubblico.

Quindi è servita la disponibilità a fare qualcosa che non mi piaceva e per la quale non ero portato.

Non ero naturalmente predisposto a parlare in pubblico, per cui all’inizio ero un po’ scarsino.

Adesso, dopo 20 anni, quando parlo in pubblico mi viene naturale e mi dicono anche che sono molto efficace.

Ora invece, con l’evolversi della mia passione, sto facendo qualche cosa dove ancora sto imparando.

Dopo vent’anni in cui mi sono allenato a parlare in pubblico, sto scrivendo su un blog dove non vedo un interlocutore.

E quindi vale il principio per cui:

Per fare ciò che mi piace fare devo essere disposto a sopportare la fatica, a sopportare il disagio, finché non divento maestro a fare questa cosa”

Io la chiamo la disponibilità alla fatica, disponibilità al sacrificio.

Sacrificio viene da Sacrum Facere.

Mmh interessante e qual è la cosa sacra che fai?

È fare ciò che ti chiede la tua anima.

Se invece si asseconda solamente il principio del piacere, si rimane nella propria cosiddetta zona di comfort.

È un problema?

Si perché dopo un po’ l’anima è triste ed abbacchiata.

Per cui non dico di non assecondare il principio del piacere, ma di non usarlo come unico criterio.

Tutto chiaro.

Bene andiamo avanti.

Il nirvana lavorativo per vivere bene

Nel momento in cui ti rendi conto che ti piace fare qualcosa, è utile chiarire se questo bisogno è ego centrato o etero centrato.

Per rispondere a questo dubbio è utile il concetto di Ikigai (io lo chiamo il nirvana lavorativo), secondo il quale:

Il massimo del vivere bene arriva quando si fa qualcosa che risponde a questi criteri:

  • amore per ciò che si fa,
  • utilità per gli altri,
  • qualcuno è disposto a pagare per questa cosa,
  • saperla far bene.

Fatti delle domande e datti delle risposte per capire in che misura questi criteri vengono soddisfatti.

Faccio un esempio auto biografico.

Io ho amore per ciò che faccio.

Sono esperto da più di 23 anni di analisi e sviluppo professionale del potenziale tramite le soft skills.

Ho deciso di superare le resistenze del mio Ego Infantile che da diverso tempo mi stava un po’ frenando, e mi sono lanciato portando online le cose che faccio da più di vent’anni dal vivo.

Tra i vari strumenti a cui sto pensando c’è un libro.

Sono consapevole che oltre ad amarlo possa essere utile.

Credo che qualcuno disposto a pagare ci sarà, anche perché me l’hanno chiesto.

Grazie ai feedback ricevuti mi pare che so fare bene ciò che faccio.

Sullo scrivere posso ancora migliorare e infatti ho preso un consulente che mi dà una mano a rendere il più possibile digeribile quanto scrivo.

Quindi spero che queste dritte ti siano utili.

Se vuoi saperne di più ti consiglio questo articolo gratuito che parla di come essere felici a lavoro in cui si approfondisce il concetto di Ikigai.

Se invece vuoi:

  • andare più a fondo sulle soft skills,
  • fare uno zoom sulla tua consapevolezza interiore,
  • comprendere a fondo l’Ego Infantile e
  • temi come bisogni valori e passioni…

Ti consiglio di accedere al corso gratuito e alle email per gli iscritti al Blog.

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Spero che l’articolo ti sia piaciuto.

Se hai dubbi, domande o considerazioni scrivile nei comenti qua sotto e sarà mio piacere leggerti.

Se vuoi condividere questo contenuto con i tuoi contatti puoi usare i pulsantini colorati social che vedi qua sotto, io te ne sarò grato: è riconoscimento molto gradito per l’impegno che io ed i ragazzi del mio team abbiamo profuso.

In ogni caso ti faccio un grosso in bocca al lupo per la tua crescita, benessere e prosperità.

Alla prossima.

Mirco

Immagini: Unsplash

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